La scuola italiana potrebbe perdere quasi 7mila posti di lavoro a partire dall’anno scolastico 2027/2028. A richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze territoriali della manovra economica è Marco Macrì di Genova Inclusiva, che ha elaborato una simulazione della distribuzione dei tagli regione per regione e provincia per provincia. Il punto di partenza è rappresentato dai 6.974 posti in meno previsti dal disegno di legge di Bilancio 2027, suddivisi tra 4.925 docenti e 2.049 unità di personale ATA. Una riduzione che, qualora venisse confermata durante l’iter parlamentare, potrebbe incidere sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche. Macrì sottolinea tuttavia che le cifre territoriali costituiscono esclusivamente una proiezione statistica e non una ripartizione ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Personale scolastico, la simulazione dei tagli: 510 posti in Puglia
Secondo l’elaborazione diffusa da Marco Macrì, la Lombardia sarebbe la regione maggiormente interessata, con una riduzione ipotetica di 1.101 posti, seguita dalla Campania con 777, dal Lazio con 674 e dalla Sicilia con 651.
In Puglia la simulazione indica 510 posti in meno, distribuiti tra le sei province. La riduzione maggiore riguarderebbe Bari, con 159 posti, di cui 112 docenti e 47 ATA. Seguono Lecce con 112 posti, Taranto con 76, Foggia con 72, Barletta-Andria-Trani con 46 e Brindisi con 45.
Per la provincia di Foggia, in particolare, la proiezione ipotizza 51 posti docenti e 21 ATA in meno, per un totale di 72 unità. Si tratta, anche in questo caso, di numeri puramente indicativi, che non consentono di stabilire quali scuole o profili professionali potrebbero essere effettivamente coinvolti.
L’elaborazione è stata realizzata mantenendo le quote regionali della simulazione nazionale e distribuendole tra le province in proporzione alla consistenza stimata della popolazione scolastica.
Macrì precisa che non si tratta di contingenti ministeriali certificati. La ripartizione effettiva dipenderà dalle decisioni normative e dai successivi provvedimenti sugli organici.
Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede infatti una riduzione nazionale del personale scolastico, ma non stabilisce ancora come questa sarà distribuita tra le singole province, i diversi ordini di scuola e le tipologie di posto.
La preoccupazione espressa da Genova Inclusiva riguarda soprattutto le possibili ripercussioni sugli studenti più vulnerabili.
Secondo Macrì, dietro ogni posto di lavoro ci sono studenti, insegnanti, collaboratori scolastici e necessità concrete di assistenza. Un eventuale ridimensionamento del personale potrebbe quindi rendere più difficile garantire servizi adeguati, soprattutto agli alunni con disabilità.
Non è tuttavia possibile stabilire, sulla base dei dati attualmente disponibili, se e in quale misura la riduzione interesserà direttamente il sostegno scolastico.
Il messaggio conclusivo di Genova Inclusiva richiama la necessità di considerare l’istruzione non soltanto attraverso i numeri della spesa pubblica, ma anche attraverso i diritti degli studenti.
«La scuola non è una voce da tagliare in un bilancio. È un diritto costituzionale», conclude il comunicato.

FONTI:

Gratteri, l’appello per i docenti: “Aumentiamogli lo stipendio”
Tagli al personale scolastico: Pittoni (Lega) dice “stop”