Mobilitiamo e salviamo il reparto di chirurgia del San Camillo de Lellis dalla possibile futura chiusura
C’era una volta in cui l’ospedale San Camillo De Lellis, pullulava di reparti di eccellenza tra cui quello di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, Ginecologia ed Ostetricia, Gastroenterologia, Cardiologia, Psichiatria.
Erano una eccellenza non solo per Manfredonia ma per l’intero territorio di capitanata e tutti i posti letto erano occupati.
Oggi, nel concentrarmi su quello di chirurgia, come non dare lustro al nobile e proficuo lavoro del professor Dino Aulisa, il quale, nel lontano 1971, si insediava per dirigere reparto di chirurgia del San Camillo, trasferendosi con la famiglia a Manfredonia dopo aver lavorato al Policlinico San Matteo di Pavia.
Nei lunghi 26 anni di onorato servizio, pur senza il reparto di rianimazione e terapia intensiva, ha eseguito migliaia di interventi chirurgici anche molto complessi, unitamente ad un equipe chirurgica eccellente, tra cui il dottor Antonio Potenza, il compianto dottor Vaira, il dottor Mondelli, il dottor Scarale, un liminare come anestesista ed in seguito tanti altri validissimi chirurghi.
Mi ha colpito ed emozionato una riflessione di un amico medico sipontino che, oltre un ventennio fa, da giovane chirurgo, ha operato nel reparto di chirurgia ed ora lavora al nord e che riporto testualmente: “Son venuti a operare , ospiti, Chirurghi eccezionali e di nome da fuori (sia col prof. Aulisa che col dr.Potenza, delle rispettive Scuole); a parte che altrettanti Primari da nord a sud, mandavano loro pazienti complessi ad essere operati a Manfredonia; accadeva che al minimo problema (un guasto minimo, una fornitura di materiale poco idoneo, una inefficienza qualsiasi…del proprio o di altri Reparti/Servizi….) il Professore, metteva il camice bianco sulla tenuta chirurgica senza nemmeno cambiarsi per scendere infuriato alla palazzina amministrativa, dove a loro volta, i dirigenti, assediati, smuovevano il mondo per riparare il disagio AI CITTADINI e non farlo ripetere.
Si è magnificamente gestita una Chirurgia Generale e Urologia di alta complessità per un Reparto che ha sforato fino a 60 (dico sessanta) letti + brandine se necessario PERCHÉ, A MANFREDONIA NON SI È MAI MANDATO VIA UN PAZIENTE , anzi facendosi INGUAIARE da casi rovinati o EVITATI e scaricati da altri !! Io ricordo (a proposito di P.S. che con un minimo organico , vedeva poi la turnazione di Specialisti dai Reparti alla gestione) le sfuriate di Rucci (che poi in quell’Ospedale ci andò a lavorare) al telefono perché a San Giovanni ma anche a Foggia, NON C’ERA MAI POSTO e Manfredonia doveva ricoverare per non lasciare nessuno
Poi però, si è fatta una CHIRURGIA ARDITISSIMA che balzò anche agli onori della cronaca (i grandi interventi al fegato, al rene, allo stomaco, le Miles, le migliori sopravvivenze per la mammella, ecc.ecc.), cosi come i personaggi pubblici, dello spettacolo ecc (ricordo Donatella Rettore, operata in urgenza) che scrissero ai giornali per ringraziare MANFREDONIA.
Questa precisazione naturalmente evidenzia quello che, in passato è stato il reparto di Chirurgia di Manfredonia mentre quello che è diventato oggi, direi è una copia “sbiadita” per essere stato penalizzato di operatori sanitari. Negli ultimi tempi, nel reparto di chirurgia operavano tre medici: Rucci, Di Terlizzi e Granatiero. Sembrerebbe che dal giorno 14 ottobre, ad uno di questi medici sia stato concesso il partime; il Primario Rucci sarebbe prossimo ad andare in quiescenza e sarebbe sostituito temporaneamente con il Primario del reparto di chirurgia di Cerignola mentre un giovane medico chirurgo sarebbe stato già trasferito al Pronto Soccorso di Manfredonia.
E’ del tutto plausibile che il reparto di chirurgia, di questo passo, potrebbe essere smantellato e trasformato nel solito ambulatorio di chirurgia, che è poi la caratterizzazione che sta assumendo da tempo il nosocomio sipontino. Questa è quello che si prospetta, mentre, la città da tempo assopita, avendo perso rispetto al passato qualsiasi capacità di reazione, accetta supinamente tutto senza protestare.
E’ campagna elettorale, giammai, esporsi politicamente evidenziando seriamente questo scottante tema, significherebbe scoprire il vaso di pandora. Se vi sta bene, domani non lamentatevi, diversamente, cari concittadini, occorre organizzarsi pacificamente con manifestazioni imponenti come nel passato e per questo confido nelle associazioni e comitati. Concludo riportando quello che mi è stato scritto privatamente da un grande medico che lavora a Manfredonia e che ha a cuore seriamente l’ospedale: “ SALVIAMO L’OSPEDALE”.
Antonio Castriotta

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