Manfredonia, collaboratore scolastico aggredito a scuola: la violenza giovanile è un campanello d’allarme

Manfredonia, collaboratore scolastico aggredito a scuola: la violenza giovanile è un campanello d’allarme

📍Non possiamo accettare né tollerare quanto è accaduto oggi ai danni di un collaboratore scolastico. La violenza, ancora una volta, prende la scena e, ancora una volta, è la scuola — presidio culturale ed educativo — a farne le spese, diventando lo scenario di chi pensa, con prepotenza, di farsi rispettare o di imporre la propria legge.

Questo episodio ci pone nuovamente di fronte a una situazione di degrado, povertà educativa, brutalità e illegalità diffusa, che ferisce e colpisce anche la nostra comunità. Non solo le istituzioni sono chiamate a essere più presenti e a fare la loro parte, ma, insieme alle famiglie, alle associazioni e alle scuole, siamo tutti chiamati a fare rete ed essere una vera comunità educativa.

Ho sentito telefonicamente il Dirigente scolastico e il collaboratore, che non aveva fatto altro che il suo dovere: vigilare sulla sicurezza degli alunni e dell’istituto.

Non è semplice, dopo anni di servizio, subire un’aggressione. Di fronte a episodi come questo, poco serve l’inasprimento delle pene o un decreto sicurezza.

Occorre invece investire sulla prevenzione. Chi si occupa di disagio sociale e devianza minorile sa bene — come ricordava anche Animazione Sociale — che mostrare il pugno duro verso gli adolescenti che delinquono, così come verso le famiglie che non mandano i figli a scuola dell’obbligo, non rappresenta un deterrente efficace.

Non è la pena a evitare atti delinquenziali. Può forse farci sentire più tranquilli, ma lascia irrisolti problemi complessi e articolati.

Se, a livello nazionale, si vuole davvero trovare una soluzione, è necessario investire nel sociale e nella cultura. Dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri giovani possano crescere come cittadini, sentirsi protagonisti e parte di una comunità, garantendo loro accesso a opportunità educative e formative, senza sottrarre loro la speranza.

La violenza giovanile è un campanello d’allarme. Rivela disagi preoccupanti, frutto delle contraddizioni del nostro tempo, in cui il compito educativo viene spesso delegato e noi genitori, talvolta, siamo assenti o incapaci di dire dei “no”, arrivando anche a ignorare i primi segnali di disagio.

Quasi sempre i ragazzi coinvolti in queste situazioni hanno manifestato in passato episodi o segnali di difficoltà comportamentale. Non sempre si interviene, e quando lo si fa, spesso si utilizzano strumenti inadeguati.

Siamo chiamati, come amministrazione, a costruire una comunità che faccia sentire i ragazzi accolti e valorizzati, dove possano sentirsi ascoltati e accompagnati, e in cui la presenza degli adulti sia realmente educativa, fatta di testimonianza e supporto.

Abbiamo già sperimentato alcune iniziative che dovranno essere potenziate; sono in cantiere progettualità che potranno aiutarci. Tuttavia, i primi risultati si otterranno quando riusciremo a creare spazi e ambienti in cui i giovani possano parlare delle loro paure, sentirsi accolti, meno soli e trovare adulti affidabili che li accompagnino nel loro percorso di crescita.

Domenico La Marca – Sindaco di Manfredonia

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