“La vera Gioconda è nascosta in Italia da 114 anni” – Lo scoop choc a I Fatti Vostri

Un finale da thriller storico per la trasmissione di Anna Falchi e Flavio Montrucchio, con la nipote del ladro più famoso d'Italia.

Gli ultimi minuti de “I Fatti Vostri” del 22 ottobre 2025 si sono trasformati in un appassionante viaggio nella storia del furto più celebre del XX secolo: quello della Gioconda dal museo del Louvre di Parigi. Un segmento che ha tenuto incollati allo schermo gli spettatori di Rai 2, mescolando storia, mistero e una clamorosa teoria complottista.

La nipote del ladro in studio

Protagonista assoluta dell’ultimo segmento è stata Graziella Perugia, nipote di Vincenzo Perugia, l’italiano che nel 1911 riuscì nell’impresa impossibile: sottrarre la Mona Lisa di Leonardo da Vinci dal museo più sorvegliato del mondo.

Anna Falchi ha introdotto l’argomento ricordando come, nonostante la tecnologia moderna, quattro presunti ladri di un recente tentativo di furto al Louvre non siano stati ancora identificati, sottolineando il contrasto con la vicenda del Perugia, che lasciò “una traccia indelebile nella storia del museo”.

Il colpo del secolo: come andò davvero

Graziella Perugia ha ricostruito nei dettagli come suo nonno, semplice decoratore e stuccatore emigrato da Dumenza (Varese) a Parigi, riuscì a compiere quello che i parigini definirono “il furto del secolo”.

Era un appassionato di storia dell’arte“, ha spiegato la nipote, “sapeva quanti capolavori italiani erano stati depredati da Napoleone e voleva riportare la Gioconda in Italia, convinto fosse stata sottratta agli italiani“. Un errore storico, poiché il dipinto fu venduto legittimamente a Francesco I di Francia nel 1517.

Il piano fu meticoloso: Perugia, che lavorava all’interno del Louvre, studiò le dimensioni del quadro – una tavola di legno – e scelse proprio la Gioconda perché poteva nasconderla sotto il camice da lavoro. Il 21 agosto 1911 compì il furto, portando via l’opera senza destare sospetti.

Due anni di latitanza: Il mistero di Cadero

Il colpo di scena è arrivato con il collegamento di Fabio Lippolis dall’Antica Osteria Garibaldi di Cadero, in Val Veddasca (Varese), dove secondo la memoria storica locale la Gioconda sarebbe rimasta nascosta per ben due anni.

La Gioconda è rimasta qui, nascosta sotto questo tavolo“, ha rivelato Lippolis mostrando l’osteria ricostruita nei minimi dettagli, inclusa una riproduzione del nascondiglio: un vano nel tavolo dove normalmente si conservava l’asse per fare gli gnocchi.

Savia Arbola, memoria storica del paese, ha raccontato una versione alternativa della storia: “Secondo le testimonianze degli anziani della valle, furono i fratelli Lancellotti, amici del Perugia, i veri promotori del furto. La portarono qui a Cadero e la nascosero nella taverna Garibaldi“.

Lo scoop esclusivo: “A Parigi c’è un falso”

Il momento più clamoroso è arrivato quando la telecamera ha inquadrato una scritta provocatoria alle spalle di Lippolis: “A Parigi è esposto un falso”.

La teoria locale sostiene che i fratelli Lancellotti non consegnarono mai l’originale rubato dal Louvre, ma un falso, e che l’autentica Gioconda potrebbe essere tutt’ora nascosta da qualche parte in Italia. “Le impronte digitali sul quadro restituito erano effettivamente quelle del Perugia“, ha spiegato Arbola, “ma forse consegnò consapevolmente una copia, e l’originale… questo resta il vero mistero“.

La difesa della nipote

Graziella Perugia ha respinto con fermezza questa ipotesi: “Ho studiato tutti i documenti del processo conservati all’Archivio di Stato di Firenze. Le impronte digitali sul vetro e sulla cornice corrispondono a quelle di mio nonno. È lui che l’ha avuta in mano dall’inizio e l’ha conservata in modo esemplare“.

Ha poi raccontato che il dipinto rimase nell’appartamento parigino del Perugia in rue de l’Hôpital, nascosto in un cassetto appositamente modificato sotto un tavolo, prima di essere portato in Italia.

Il patriota condannato

La vicenda si concluse nel 1913 quando Perugia, tentando di vendere il quadro all’antiquario fiorentino Alfredo Geri, venne arrestato. Gli italiani, però, apprezzarono il gesto patriottico: condannato inizialmente a un anno e 15 giorni, dopo una rivolta popolare in suo favore la pena fu ridotta a soli 7 mesi e 8 giorni, scontati nel carcere delle Murate a Firenze.

Prima della restituzione alla Francia, la Gioconda fu esposta agli Uffizi, a Palazzo Pitti e a Villa Borghese, permettendo a migliaia di italiani di ammirarla.

Il finale con ironia

Anna Falchi ha chiuso il segmento con una domanda provocatoria: “È mai andata al Louvre a vedere l’opera trafugata da suo nonno?

Sì, più volte“, ha risposto sorridendo Graziella Perugia, “l’ho vista anche da vicino prima che mettessero tutta la protezione. Ma quando sono entrata al Louvre me ne sono ben guardata dal dare i miei dati… se avessero visto un Perugia…!

Il tutto si è concluso con la conduttrice che, imitando il sorriso enigmatico della Gioconda, ha scherzato: “Come sto facendo la Monna Lisa? Sono io l’originale!

Un finale degno di un giallo storico, che ha lasciato gli spettatori con un interrogativo: e se davvero al Louvre ci fosse una copia?

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