Quando si parla dei grandi enigmi della cronaca nera italiana, il pensiero corre inevitabilmente ai casi di Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e Katty Skerl. Esiste però un’altra vicenda, molto meno nota al grande pubblico, che continua a riemergere ogni volta che si torna a indagare sugli oscuri intrecci tra Vaticano, sequestri e presunti ricatti degli anni Ottanta.
È quella di Paola Diener, una donna di 33 anni morta il 5 ottobre 1983 nella sua abitazione di via Gregorio VII, a pochi passi dalle mura vaticane.
Una morte che, ufficialmente, fu archiviata come un tragico incidente domestico, ma che pochi mesi dopo sarebbe finita all’interno di uno dei più enigmatici comunicati inviati dai presunti sequestratori di Emanuela Orlandi.
Da allora, il suo nome è rimasto sospeso tra cronaca e mistero.
Chi era Paola Diener
Paola Diener non era una cittadina qualunque.
Era la figlia di Joseph Diener, storico responsabile e custode dell’Archivio Segreto Vaticano (oggi Archivio Apostolico Vaticano), figura molto stimata negli ambienti della Santa Sede e collaboratore di fiducia di Giovanni Paolo II.
La famiglia viveva in un appartamento di via Gregorio VII 221, una zona abitata da numerosi dipendenti vaticani.
La mattina del 5 ottobre 1983 accadde la tragedia.
Secondo la ricostruzione ufficiale, Paola rimase folgorata mentre si trovava nella vasca da bagno a causa di una dispersione di corrente proveniente da un elettrodomestico. L’episodio fu trattato dai quotidiani dell’epoca come un drammatico incidente domestico e non emersero elementi tali da far ipotizzare un’azione criminale.
Il comunicato che cambiò tutto
Poche settimane dopo la morte della giovane, arrivò uno dei numerosi messaggi attribuiti ai rapitori di Emanuela Orlandi.
Il testo conteneva una frase destinata a far discutere per decenni: “Comunicheremo esclusivamente al Segretario di Stato il nominativo della cittadina soppressa il 5-10-1983 a causa della reprensibile condotta vaticana”.
Per oltre trent’anni nessuno riuscì a capire chi fosse quella misteriosa “cittadina soppressa”.
Il comunicato rimase uno degli enigmi più oscuri dell’intera vicenda Orlandi.
La rivelazione di Marco Accetti
Nel 2013 il fotografo romano Marco Accetti, già noto alle cronache giudiziarie e autore di numerose dichiarazioni sul caso Orlandi, sostenne di conoscere il significato di quel passaggio.
Secondo Accetti, la persona citata nel comunicato era proprio Paola Diener, ma questa sua versione rimane ancora oggi una delle ricostruzioni più discusse.
Accetti affermò che il gruppo che avrebbe organizzato il sequestro di Emanuela Orlandi aveva inizialmente “attenzionato” Paola Diener proprio perché figlia di un importante funzionario vaticano.
Sempre secondo il suo racconto, la morte della giovane sarebbe stata del tutto accidentale e il gruppo non avrebbe avuto alcun coinvolgimento nel decesso. Tuttavia, una volta appresa la notizia dai giornali, avrebbe deciso di sfruttare quell’episodio inserendolo nei comunicati per far credere ai vertici vaticani di essere responsabile anche di quella morte, aumentando così la pressione psicologica durante la trattativa.
Un racconto mai confermato
Le dichiarazioni di Marco Accetti hanno sempre diviso investigatori e opinione pubblica. Nel corso degli anni il fotografo ha fornito numerosi particolari sui casi Orlandi e Gregori, alcuni ritenuti compatibili con elementi già presenti negli atti, altri mai riscontrati.
Ad ogni modo, la ricostruzione riguardante Paola Diener non ha trovato conferme definitive nelle indagini. La morte della giovane resta ufficialmente classificata come un incidente domestico e non esistono prove giudiziarie che dimostrino un collegamento con il sequestro di Emanuela Orlandi o con altre vicende criminali di quegli anni.
Il ritorno del nome di Paola Diener nelle nuove indagini
Negli ultimi anni, con la riapertura dell’interesse investigativo sul caso Orlandi e l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta, il nome di Paola Diener è tornato a essere citato.
In particolare, il memoriale consegnato da Marco Accetti agli investigatori ha riportato nuovamente l’attenzione su quel comunicato del 1983, chiedendo di rileggere alcuni episodi alla luce dei presunti ricatti che, secondo la sua versione, avrebbero coinvolto ambienti finanziari vaticani e il delicato contenzioso tra lo IOR e il Banco Ambrosiano.
Anche queste affermazioni, tuttavia, sono oggetto di verifiche e non costituiscono ricostruzioni accertate.
Uno dei misteri dimenticati della Roma degli anni Ottanta
A oltre quarant’anni dai fatti, la morte di Paola Diener continua a occupare una posizione particolare nella storia della cronaca italiana. Non esistono elementi che consentano di parlare di omicidio o di un collegamento certo con il caso Orlandi, ma il fatto che il suo nome compaia in uno dei comunicati dei presunti sequestratori della 15enne cittadina vaticana e che sia stato successivamente richiamato da Marco Accetti, tutto ciò ha trasformato quella tragedia privata in uno dei capitoli più enigmatici della stagione dei grandi misteri romani.
In un periodo storico segnato dalle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, dall’omicidio irrisolto di Katty Skerl, dalle ombre sul Banco Ambrosiano e dalle tensioni che coinvolgevano il Vaticano, anche la vicenda di Paola Diener continua a sollevare interrogativi che, almeno finora, non hanno trovato una risposta definitiva.
Per questo motivo il suo nome resta tra quelli che ancora oggi alimentano il dibattito su una delle pagine più oscure della storia della Repubblica italiana.

FONTI:

Un giovane sanseverese precipita da un balcone a Vasto (CH)
Giallo Luigi Esposito: il mistero della moglie inesistente