Oggi, 17 novembre 2025, segna la fine di un’epoca: le sorelle Alice ed Ellen Kessler, conosciute in Italia come le “Gemelle Kessler”, se ne sono andate insieme all’età di 89 anni. Nato il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, il duo è stato fra i protagonisti dello spettacolo europeo e fondamentalmente del varietà televisivo italiano a partire dagli anni Sessanta. In questo dossier ripercorriamo la loro carriera – con particolare attenzione al nostro Paese – tra danza, canto, televisione e cinema.
I primi passi: dalla Sassonia al varietà internazionale
Alice ed Ellen nacquero il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia. Fin da bambine frequentarono la scuola di danza: all’età di sei anni entrarono in corsi di balletto, undici anni dopo furono accolte nel programma per adolescenti del Teatro d’Opera di Lipsia. A diciotto anni fuggirono dalla DDR, rifugiandosi nella Germania Ovest e avviando la carriera di danzatrici al Palladium di Düsseldorf. Tra il 1955 e il 1960 si esibirono al celebre Lido di Parigi, entrando in un circuito di varietà internazionale che ne forgiò lo stile. Questa fase internazionale fu decisiva per acquisire una presenza scenica perfetta, sincronizzata. Questa loro affascinante e seducente sincronia le avrebbe poi rese irresistibili per la televisione italiana.
L’approdo in Italia e la consacrazione nel varietà
Le gemelle Kessler giunsero in Italia all’inizio degli anni Sessanta e trovarono terreno fertile nel varietà televisivo del dopoguerra. Alice ed Ellen giunsero da noi nel 1961 e furono subito impegnate nello show televisivo Giardino d’inverno, diretto da Antonello Falqui, con coreografie di Don Lurio. Fu però con lo show leggendario Studio Uno (1961-66) che si consacrarono al grande pubblico italiano: cantarono la sigla-tormentone “Da-da-un-pa”, che divenne immediatamente un emblema. La televisione in bianco e nero, il varietà domenicale, la coreografia perfetta: tutto converse nel loro strepitoso successo. La stampa italiana le soprannominò addirittura “le gambe della nazione”, sottolineando l’attenzione per l’eleganza e la presenza scenica femminile. Questo legame con la tv italiana le radicò profondamente nel nostro immaginario collettivo.
Cinema, discografia e “immagine-marchio”
Parallelamente alla televisione, le gemelle Kessler esplorarono più fronti: la musica e il cinema. In Italia pubblicarono 45 giri come La notte è piccola/Lasciati baciare col letkiss (1965) che restarono nella memoria del pubblico. Al cinema parteciparono a pellicole italiane e tedesche, come Il giovedì (1964) con la regia di Dino Risi. In Italia, la loro immagine divenne marchio: caroselli di calze da donna con le loro gambe, presenza scenica calibrata, eleganza pop. In una fase in cui la televisione di massa diventava il nuovo grande medium, esse incarnarono un mix di spettacolo e mondanità che colpì il pubblico. La loro presenza era “alto varietà” e “leggero glamour” insieme.
L’evoluzione artistica e il rapporto con l’Italia
Negli anni ‘70 e ‘80 la loro presenza televisiva si diradò ma non cessò. In Italia apparvero ancora in programmi Rai come Buonasera con… Alice ed Ellen Kessler (1981) e La fabbrica dei sogni (1987-88). Nel 1986 decisero di trasferirsi in Germania stabilendosi a Grünwald, nei pressi di Monaco di Baviera, pur preservando legami con l’Italia grazie a ospitate e ritrovi nostalgici. Il loro rapporto con l’Italia rimase pregnante: Cineforum, varietà, discografia italiana, l’aver accettato di “essere italiane d’adozione” nello spettacolo. È in questo continuo andirivieni che si misura l’importanza del loro impatto sulla cultura popolare italiana.
Il tramonto, l’eredità e il connubio tedesco-italiano
Le gemelle Kessler ricevettero riconoscimenti sia in Germania che in Italia per il loro ruolo nel promuovere la cooperazione culturale fra i due paesi. Oggi, con la loro scomparsa, si chiude un ciclo dello spettacolo televisivo: non più solo artiste, ma simboli di un’epoca in cui la semplicità del varietà conteneva magia. Le due desideravano essere sepolte insieme: “Unite nella morte. È così che vorremmo”, aveva dichiarato Ellen in un’intervista. Le indagini da parte della polizia bavarese sul loro decesso sono in corso, ma si parla di suicidio assistito. Il loro passaggio dalla Germania all’Italia, dalla repubblica della danza all’Italia televisiva, rimane significativo: testimoni del boom economico, della tv in bianco e nero, del varietà “pop-raffinato”.
Perché le ricordiamo?
Il motivo per cui le gemelle Kessler sono ancora evocative oggi risiede in una combinazione di elementi: la televisione come grande teatro nazionale, un’immagine femminile curata e sincronizzata, una transnazionalità che univa Germania e Italia. Le Kessler incarnarono un’idea di eleganza pop, accessibile e raffinata, che oggi appare lontana ma affascinante. Le ragioni per cui in Italia rimasero nel cuore del pubblico? Perché entrarono nel salotto degli italiani con garbo e discreta seduzione, elementi tipici di quei borghesi ed eleganti anni ’60, quando la TV era evento, momento condiviso, rito quotidiano. E furono fenomeno da varietà puro, senza deformazioni.
Alice ed Ellen Kessler hanno vissuto una carriera che attraversa mezzo secolo, incrociando danza, canto, recitazione, televisione, restando sempre un duo inseparabile. L’Italia le adottò come sue, e loro risposero con spettacolo, stile e ritmo. Oggi, alla loro scomparsa, resta il ricordo di due artiste che trovarono nella tv un mezzo per entrare nella memoria collettiva. In un’epoca in cui la presenza scenica, la coreografia e l’immagine erano centrali, le Kessler furono ambasciatrici di un tempo, di uno stile, di un’eleganza che ancora oggi evoca nostalgia e meraviglia. Un saluto sentito a queste due sorelle gemelle che sono nate, vissute e scomparse insieme. Un plauso per aver fatto parte della storia dello spettacolo del Belpaese. Buon viaggio Alice ed Ellen e che la terra vi sia lieve.


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