Chi è Chiara Balistreri: età, carriera e la storia dei maltrattamenti subiti dall’ex fidanzato Gabriel Constantin

La storia di Chiara Balistreri è diventata negli ultimi anni una delle testimonianze più forti e dolorose raccontate in televisione. La giovane, oggi 23enne, ha scelto di trasformare la propria esperienza in un messaggio di consapevolezza e denuncia, portando alla luce un percorso di violenze fisiche e psicologiche che l’hanno segnata profondamente. Chiara ha ripercorso gli anni vissuti accanto all’ex fidanzato Gabriel Constantin, condannato per maltrattamenti e poi scarcerato, una notizia che ha nuovamente sconvolto la sua serenità.

Oggi Chiara vive a Venezia con il nuovo compagno, lontana da quel passato che per anni l’ha imprigionata. Ma chi è davvero Chiara Balistreri? Come è iniziata la sua storia? E quali sono stati i passaggi più difficili del suo percorso verso la giustizia? Scopriamolo insieme.

Chi è Chiara Balistreri: età, vita privata e un passato segnato dalla violenza

Chiara Balistreri ha 23 anni e, prima di trasferirsi a Venezia, ha vissuto a Bologna. La sua storia inizia quando era poco più che una bambina: aveva 14 anni quando conobbe Gabriel Constantin, un ragazzo che all’inizio le apparve sensibile, premuroso, affettuoso. Chiara lo ha descritto come un adolescente capace di toccarla nel profondo con parole gentili e attenzioni che, per una ragazza così giovane, potevano sembrare la promessa di un amore puro.

Quell’immagine, però, si sgretolò dopo un anno. Il primo schiaffo arrivò all’improvviso, seguito da scuse e lacrime che Chiara, ancora inesperta e fragile, interpretò come un segno di pentimento. In realtà, quello fu solo l’inizio di un’escalation. La giovane ha raccontato come, dopo aver perdonato quel primo gesto, lui avesse capito di poter spingersi oltre. Le violenze divennero sempre più frequenti e crudeli: cinghiate con il guinzaglio del cane, calci alla schiena, la testa sbattuta contro un muretto.

Chiara viveva in un clima di paura costante, costretta a controllare ogni parola per evitare reazioni violente. La manipolazione psicologica era così profonda da farle credere di essere lei la causa di tutto. La madre, Roberta, tentò più volte di salvarla, arrivando persino a denunciare quando Chiara era minorenne. Ma la ragazza, intrappolata in un meccanismo di dipendenza affettiva, scelse di tornare da lui.

Il percorso verso la denuncia: il codice rosso, la latitanza e la battaglia per essere ascoltata

Il punto di rottura arrivò nel 2022, quando Gabriel le ruppe il naso durante un’aggressione particolarmente violenta. In ospedale, per la prima volta, Chiara trovò il coraggio di dire la verità ai medici. Scattò il codice rosso e partì la denuncia. Da quel momento iniziò un percorso lungo e doloroso, fatto di udienze, misure cautelari e fughe.

Gabriel Constantin venne dichiarato latitante dopo essere scappato dagli arresti domiciliari. Durante i due anni e mezzo di latitanza continuò a minacciare Chiara e la sua famiglia. La giovane, disperata e arrabbiata, pubblicò un video sui social in cui denunciava la mancanza di tutela da parte dello Stato. Le sue parole, durissime, fecero il giro dei media italiani.

Nel 2024 arrivò la notizia dell’arresto in Romania. Chiara annunciò il risultato con un video pieno di emozione: “Oggi posso dire di aver vinto. Abbiamo smosso le cose”. Nel 2025, mentre partecipava all’Isola dei Famosi, le venne comunicata la condanna definitiva: sei anni e tre mesi di reclusione.

Ma la battaglia non era finita. Nel 2026, in Appello, la pena venne ridotta a cinque anni e nove mesi.

La scarcerazione e la paura che ritorna: il nuovo appello di Chiara Balistreri

Il 13 aprile 2026 Chiara ha ricevuto una telefonata che le ha tolto il respiro: Gabriel sarebbe tornato a casa con un dispositivo di controllo. La giovane ha pubblicato un video in lacrime, denunciando la decisione e spiegando quanto fosse pericoloso per lei sapere che l’uomo avrebbe scontato il resto della pena nella casa dove lei aveva subito anni di violenze.

Le sue parole sono state un grido di allarme: “Se mi succederà qualcosa, dovranno avermi sulla coscienza”. Chiara ha sottolineato come la madre di Gabriel lo avesse aiutato durante la latitanza e come la scelta di affidarlo nuovamente a quell’ambiente fosse, per lei, incomprensibile.

La sua testimonianza continua a essere un punto di riferimento per molte donne che vivono situazioni simili. Chiara non si definisce una vittima, ma una combattente. E ogni volta che torna in televisione, lo fa per ricordare che denunciare è difficile, ma possibile, e che la giustizia deve imparare ad ascoltare prima che sia troppo tardi.

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