Ancora aggressioni nel Quartiere Ferrovia di Foggia

Ancora aggressioni nel Quartiere Ferrovia di Foggia

Ancora una volta, nel cuore del Quartiere Ferrovia, la sicurezza sembra affidarsi al coraggio dei cittadini. L’episodio, accaduto nella notte tra sabato 17 e domenica 18 gennaio, è emerso soltanto oggi 19 gennaio grazie alla testimonianza di un uomo coraggioso intervenuto ed è l’ennesima sveglia brutale per chi continua a parlare di “percezione” o di “procurato allarme”.

Secondo la ricostruzione fornita da residenti e automobilisti intervenuti, un uomo di circa 50 anni sarebbe stato aggredito in viale XXIV Maggio, a pochi passi dalla filiale Bdm Banca, da due persone straniere. Le urla e le richieste d’aiuto della vittima hanno attirato l’attenzione di chi passava in auto: è stato proprio l’arrivo di alcuni cittadini a far desistere gli aggressori e a costringerli alla fuga.

“Fortunatamente io e un’altra coppia di persone siamo accorsi dopo aver sentito le grida disperate e i due soggetti si sono allontanati”, racconta un testimone a FoggiaToday. “Uno degli aggressori, dopo alcuni minuti, è tornato indietro, ma è stato allontanato dagli intervenuti ed è fuggito verso la zona di via Podgora”.

Quando i cittadini sono arrivati sul posto, la scena era di quelle che non si dimenticano. “Aveva il viso tumefatto e sanguinava copiosamente dalla bocca”, aggiunge chi lo ha soccorso. Sono stati allertati i soccorsi e le forze dell’ordine, alle quali è stata fornita una descrizione dettagliata dei presunti aggressori. Resta da chiarire il contesto: “La vittima non ha parlato di rapina, né ha lamentato il furto di qualcosa”, precisa ancora il testimone.

Ed è qui che il Quartiere Ferrovia torna a fare i conti con la domanda che i residenti ripetono da anni: quante volte deve accadere ancora? Quante aggressioni, risse, accoltellamenti, rapine, furti e “zone franche” servono prima di ammettere che la soglia è stata superata?

Chi vive qui lo sa: non è un episodio isolato, non è una “notizia gonfiata”, non è un racconto distorto. È una realtà che si ripete per l’ennesima volta, con modalità diverse, ma con lo stesso copione: paura, interventi a posteriori, e poi di nuovo silenzio.

E proprio il silenzio fa male. Perché, almeno finora, non abbiamo visto una presa di posizione pubblica chiara di solidarietà verso la vittima da parte delle istituzioni competenti. Non è una polemica: è una richiesta di umanità e di presenza. Perché quelle botte potevano prenderle i vostri figli, i vostri genitori, chiunque. E chi vive nel Quartiere Ferrovia non può continuare a sentirsi “in colpa” per il solo fatto di raccontarlo.

Noi lo diciamo senza odio, senza slogan, senza cercare nemici: qui serve un cambio di passo. La presenza dell’Esercito non è un feticcio né una scenografia. È una misura già utilizzata altrove come supporto e deterrenza, e qui viene chiesta da tempo da migliaia di cittadini. Lo ripetiamo con la voce di chi ci vive e con le parole precise di chi è intervenuto stanotte: “Basta, non se ne può più. In quella zona ci vuole la presenza costante dell’esercito”. Ricordiamo che oltre 3.300 cittadini hanno espressamente richiesto – attraverso una petizione pubblica – la presenza dei militari nel quartiere Ferrovia.

Non chiamatela “militarizzazione” per liquidare tutto in una battuta. Chiamatela per quello che è: una richiesta di sicurezza minima, quella che permette a un cinquantenne di tornare a casa senza finire a terra sanguinante, e a una famiglia di attraversare il viale della Stazione senza stringere le chiavi tra le dita per paura.

Il Quartiere Ferrovia non chiede privilegi. Chiede di non essere lasciato solo.

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