Al Convitto Cicognini è rivoluzione: sì alle coppie gay al ballo delle debuttanti

La polemica sembra essersi conclusa in modo pacifico. Al ballo delle debuttanti, organizzato dal convitto Cicognini di Prato, saranno ammesse anche le coppie gay. Il caso, scoppiato nei giorni scorsi grazie ad una segnalazione di Arcigay Prato-Pistoia, aveva portato alla ribalta nazionale la denuncia di un’alunna: non poteva partecipare al ballo con la propria fidanzata (per una questione di regolamento). Al Convitto si era sempre fatto così: al ballo di fine anno erano ammesse solo coppie eterosessuali o, comunque, formate da un ragazzo e una ragazza. La preside della scuola, contattata dalla stampa, aveva spiegato che bisognava attendere settembre per cambiare il regolamento. 

Questo attendismo, però, non ha convinto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, in tutta fretta, ha chiesto alla preside di cambiare il regolamento per realizzare un evento inclusivo. La preside, dopo aver convocato il consiglio dei docenti e prima dell’ok unanime del consiglio d’amministrazione della scuola, ha ascoltato anche i ragazzi. Qui, effettivamente, c’è stata una sorpresa. Se il consiglio d’amministrazione ha votato l’ok con il 78.7% dei votanti, gli studenti sono risultati più divisi: il 49.9% degli allievi ha votato a favore del ballo aperto a tutte le coppie liberamente formate, mentre il 50.1% ha detto sì al format tradizionale. 

Il collegio docenti, però, ha dato l’ok a questa nuova formula più inclusiva. La preside, infatti, aveva dichiarato: “Tutto si può cambiare, solo le statue non modificano idea ma il format finora è quello del ballo spettacolo dove normalmente ci sono in pista un uomo e una donna. A questo punto ho deciso che sarà la decisione del collegio docenti a dire l’ultima, ma alla luce del parere dei ragazzi che va tenuto in considerazione”. 

Viola Righini, una delle studentesse che più si è battuta per questa modifica, questa mattina su Repubblica ha dichiarato:“Il mio intento non era quello di colpevolizzare la scuola o etichettarla come omofoba, né volevo sessualizzare il ballo, come qualcuno ha lasciato intendere, ma far sapere a tutti che ritengo ingiusto escludere le coppie dello stesso sesso, indipendentemente dal fatto che tra queste ci sia una relazione romantica o meno”. 

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