ZES Unica 2026: Click Day il 31 Marzo, se hai un’impresa o un’attività nel Mezzogiorno

Il 2026 si apre con una conferma fondamentale per il tessuto produttivo del Sud Italia: il rifinanziamento del Credito d’Imposta ZES Unica. Con una dotazione di 2,3 miliardi di euro per l’anno in corso, l’agevolazione rappresenta il principale motore per chi desidera investire in nuovi beni strumentali nelle regioni del Mezzogiorno.

Ma attenzione: per accedere ai fondi non basta investire. Esiste un rigido calendario fiscale che culmina con l’apertura dello sportello il 31 marzo 2026. Ecco tutto quello che devi sapere per non perdere questa opportunità.

Cos’è il Credito d’Imposta ZES Unica 2026

La Zona Economica Speciale (ZES) Unica ricomprende i territori di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre ad alcune aree assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Il bonus consiste in un credito d’imposta per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi (macchinari, impianti, attrezzature) e in terreni o immobili strumentali (questi ultimi entro il limite del 50% del valore totale dell’investimento).

Requisiti e soglie di investimento

Per essere ammissibili, i progetti devono avere un costo complessivo non inferiore a 200.000 euro, fino a un massimo di 100 milioni di euro. Le aliquote del credito variano in base alla dimensione dell’impresa e alla regione:

Il Calendario del Click Day: 31 Marzo – 30 Maggio

Sebbene non sia un “click day” basato sulla velocità al millisecondo, la procedura 2026 prevede un iter in due fasi obbligatorie gestito dall’Agenzia delle Entrate.

  1. Comunicazione Preventiva (31 marzo – 30 maggio 2026): Le imprese devono inviare telematicamente il modello indicando le spese già sostenute dal 1° gennaio e quelle previste entro il 31 dicembre 2026.
  2. Comunicazione Integrativa (3 – 17 gennaio 2027): A pena di decadenza, andrà inviata una seconda comunicazione per attestare la realizzazione effettiva degli investimenti e l’ammontare finale del credito maturato.

Perché inviare subito la domanda

Nonostante la finestra di due mesi, l’invio tempestivo è consigliato. In caso di esaurimento delle risorse (2,3 miliardi), l’Agenzia delle Entrate potrebbe applicare una percentuale di riparto, riducendo proporzionalmente il credito spettante a ciascun richiedente. Definire la propria posizione nella prima parte della finestra temporale permette una migliore pianificazione finanziaria e una verifica puntuale di eventuali scarti telematici.

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