Risorsa idrica in Capitanata: il WWF Foggia ribadisce il “no” a nuovi invasi e propone una gestione ecosistemica basata su cicli naturali e zone umide.
In risposta alle recenti posizioni espresse da rappresentanti politici e associazioni di categoria sulla presunta “dispersione” dell’acqua meteorica in mare, il WWF Foggia interviene per integrare il dibattito con una visione scientificamente fondata, sottolineando come la soluzione non risieda nella costruzione di nuove barriere, ma nel ripristino della connettività ecologica.
Il mito dell’acqua “persa” e l’errore dei nuovi invasi: È necessario scardinare il concetto fuorviante secondo cui l’acqua che raggiunge il mare sia “sprecata”. Al contrario, il deflusso naturale è vitale per l’equilibrio dei sistemi terrestri e marini. La proposta di realizzare nuovi e costosi invasi artificiali (come il progetto del Piano dei Limiti) viene respinta con forza: tali opere non solo frammentano ulteriormente gli habitat, ma accelerano i cambiamenti climatici e privano le coste dei sedimenti necessari a contrastare l’erosione.
L’esempio del fiume Fortore e della diga di Occhito è emblematico: la captazione massiva ha alterato drasticamente il trasporto solido, contribuendo in modo determinante all’arretramento delle spiagge e costringendo oggi la Regione Puglia a investimenti milionari in barriere artificiali per difendere il litorale.
Oltre l’H2O: sedimenti e servizi ecosistemici: L’acqua fluviale non è semplice composto chimico, ma un “nastro trasportatore” di nutrienti e sedimenti. Interrompere questo flusso significa: Aumentare l’erosione costiera: impedendo il naturale ripascimento delle spiagge; Compromettere la falda: riducendo la pressione idraulica che contrasta l’intrusione salina, con danni irreversibili proprio per quell’agricoltura che si vorrebbe proteggere; Danneggiare la pesca: i nutrienti trasportati dai fiumi sostentano la produttività biologica del mare Adriatico.
Le alternative sostenibili: Natural Water Retention Measures (NWRM): Invece di grandi dighe, il WWF Foggia propone soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions):
- Ripristino di zone umide multifunzionali: Recuperare antiche aree paludose bonificate (come il Lago della Contessa, il Lago Pantano di Sant’Egidio e le marane) per trasformarle in riserve idriche naturali capaci di ricaricare le falde e assorbire CO2
- Ecosistemi filtro e fitodepurazione: Utilizzare le zone umide come “aree tampone” per la depurazione naturale delle acque, migliorando la qualità della risorsa e favorendo il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura.
- Adattamento agricolo: È il settore produttivo a doversi adattare ai limiti ambientali e alla crisi climatica, non il contrario. Occorre incentivare colture a basso consumo idrico e combattere rigorosamente i prelievi abusivi.
Un modello vincente: l’Oasi Laguna del Re: Il successo dell’Oasi Laguna del Re a Manfredonia, nato dalla sinergia fra Centro Studi Naturalistici e Consorzio di Bonifica della Capitanata, dimostra che una gestione integrata è possibile: un progetto che coniuga biodiversità, agricoltura e turismo, premiato a livello europeo come modello di resilienza. Questa è la strada per valorizzare la Capitanata: creare percorsi per il birdwatching e il cicloturismo, rigenerando il territorio invece di “costiparlo”.
Conclusione: Salute e Costituzione: Il WWF Foggia ricorda che, ai sensi dell’Articolo 41 della Costituzi one, l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. La visione deve essere quella di “One Health”: dallo stato di salute dei nostri fiumi e dei nostri cicli idrici dipende direttamente la nostra salute e la sicurezza alimentare del futuro.

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