Super Bowl, Bad Bunny infiamma il dibattito sull’identità americana e fa infuriare Trump

Nello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl LX, il rapper portoricano Bad Bunny ha trasformato l’halftime show in una celebrazione della cultura latina e dell’unità americana, accompagnato a sorpresa da Lady Gaga e Ricky Martin, mentre i Seattle Seahawks sconfiggevano 29‑13 i New England Patriots per conquistare il titolo.

Bad Bunny ha offerto circa 13 minuti di musica in gran parte in spagnolo, un messaggio di inclusione e immagini potenti, con bandiere delle nazioni americane e il motto “Together, We Are America”, terminando con l’idea che “l’unica cosa più forte dell’odio è l’amore”. Lo show ha celebrato Porto Rico, la New York dei latinos e l’America intera, con coreografie spettacolari e cameo di altri artisti.

La performance ha però scatenato una reazione durissima da parte dell’ex presidente Donald Trump. In un post su Truth Social, Trump ha definito lo show “assolutamente terribile” e “uno dei peggiori di sempre”, sostenendo che non rappresenta “i nostri standard di successo, creatività o eccellenza” e lamentando che “nessuno capisce una parola che questo tizio sta dicendo”, criticando anche la danza come “disgustosa, soprattutto per i bambini”. Ha definito l’esibizione “uno schiaffo alla nostra nazione”, sostenendo che non c’è nulla di ispirante e accusando i media di esaltarne gli aspetti.

Lo spettacolo dell’intervallo è stato uno dei più discussi nella storia del Super Bowl, riflettendo tensioni culturali più ampie negli Stati Uniti e dimostrando il ruolo sempre più centrale della musica latina negli eventi globali

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