Buon giorno Redazione, la presente è per portare all’attenzione una situazione di maltrattamento di un povero cane. Capisco che questo è un periodo in cui ogni altro problema diventa superfluo, tanti considerano il proprio animale domestico come un membro di famiglia ma altrettanti li sfruttano e li detengono nelle peggiori condizioni.
Mi è stato segnalato questo cane Maremmano che vive perennemente a catena corta da anni, ha una sua cuccia fatta in cemento e sia d’estate che d’inverno trova quel poco di riparo in quanto il suo giaciglio diventa un forno nel periodo estivo e d’inverno una ghiacciaia. In questo periodo non gli viene concesso neppure una coperta per riscaldarsi. Il cane è sofferente perché non potendosi muovere più di tanto ha difficoltà a deambulare.
Il Maremmano viene tenuto a catena corta per 19 ore e viene slegato la sera tardi quando il proprietario decide di chiudere la sua attività lavorativa chiudendo anche il cancello e il suo cane deve fare la guardia. È stata fatta una segnalazione alla polizia locale che ha detto che non è compito loro intervenire chiudendo la conversazione in modo scocciato.
Lo stesso atteggiamento lo ha avuto il gestore del canile (Oipa) dicendo che non può fare nulla. A questo punto ci si chiede cosa ci stanno a fare queste istituzioni che dovrebbero vigilare e tutelare anche questi poveri animali bistrattati? Se non loro chi? Un canile a detta di tanti che non fa adottare neppure un animale dei tanti che vi entrano, però i finanziamenti dalla regione se li prende e quindi conviene tenerli in gabbia a vita. Questo è lo schifo che vige a Manfredonia.
Grazie.
Segnalazione anonima. Immagine non riferita al testo.

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