Le parole di Sabrina Ferilli riaccendono il dibattito sulla scuola italiana. Intervistata durante la presentazione del film Notte prima degli esami 3.0, l’attrice ha espresso una riflessione netta sul mondo dell’istruzione. Alla domanda su cosa manchi oggi nelle aule, la sua risposta è stata chiara: il rispetto.
Il dibattito sul rispetto tra studenti e docenti
La riflessione di Sabrina Ferilli nasce durante la promozione del nuovo film dedicato al mondo della scuola e all’esame di maturità. Nella pellicola l’attrice interpreta una docente severa soprannominata “la Belva”, figura che richiama il celebre professore interpretato da Giorgio Faletti nel film originale del 2006. Proprio parlando del ruolo degli insegnanti, Ferilli ha sottolineato come la scuola resti uno dei luoghi centrali per la formazione civile dei giovani.
Secondo l’attrice, tuttavia, il sistema educativo oggi dovrebbe recuperare un elemento fondamentale: il rispetto reciproco tra studenti, docenti e istituzioni scolastiche. Intervistata sulla questione, Ferilli ha indicato senza esitazioni quale sia, a suo avviso, la principale mancanza della scuola contemporanea: “Per me è il rispetto”. Una risposta semplice ma capace di riaccendere un confronto più ampio sulla condizione dell’istruzione nel Paese.
Il tema non è nuovo. Negli ultimi anni diversi episodi di tensione tra studenti, famiglie e insegnanti hanno riportato al centro dell’attenzione pubblica il rapporto tra autorità educativa e nuove generazioni. Molti docenti segnalano infatti una crescente difficoltà nel mantenere equilibrio e autorevolezza all’interno delle classi, mentre allo stesso tempo si moltiplicano i richiami alla necessità di rafforzare il dialogo educativo.
Durante la stessa intervista, anche il giovane attore Tommaso Cassissa ha suggerito un’altra possibile chiave di lettura: la scuola avrebbe bisogno di più tempo dedicato al confronto e alla conoscenza reciproca tra studenti e insegnanti, senza l’ansia continua di terminare il programma. Un invito a recuperare una dimensione più umana della relazione educativa.


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