Sanità in Capitanata, la FP CGIL Foggia affonda il colpo: «Il piano assunzioni della Regione Puglia è uno smantellamento politico»

Sanità in Capitanata, la FP CGIL Foggia affonda il colpo: «Il piano assunzioni della Regione Puglia è una cinica illusione ottica. Cifre del tutto insufficienti che non coprono nemmeno il turnover: è uno smantellamento politico»

FOGGIA – La misura è colma. Di fronte alla grave e progressiva sofferenza che attanaglia gli ospedali e i presidi sanitari del foggiano, la FP CGIL Foggia esprime un giudizio politico-sindacale fortemente negativo sulla programmazione della Regione Puglia e dell’Assessorato alla Salute, mettendo a nudo le drammatiche carenze strutturali della sanità pubblica in Capitanata. 

Quella che da Bari viene raccontata come un’operazione di efficienza e riorganizzazione è, nei fatti, una vera e propria operazione di maquillage politico che maschera una logica di disinvestimento e penalizzazione territoriale.

Dall’analisi puntuale delle tabelle del Piano Assunzionale, la realtà operativa dell’ASL Foggia, dell’AOU Policlinico Riuniti e di SANITASERVICE ASL Foggia smentisce clamorosamente le rassicurazioni trionfalistiche della Giunta regionale. Le risorse umane autorizzate rappresentano una minima goccia nel mare dell’emergenza assistenziale, del tutto inidonee, sia sulle carenze strutturali, sia a bilanciare le uscite fisiologiche dal servizio, condannando lavoratori e cittadini a condizioni di lavoro e di assistenza ormai al limite della tenuta umana.

La programmazione regionale minaccia di compromettere in modo irreversibile la tenuta dei servizi sanitari in provincia di Foggia, a partire dalle prestazioni essenziali. Allo scenario già critico, segnato dal blocco del turnover, da carichi lavorativi estremi e dalla sospensione dei 108 lavoratori interinali di SANITASERVICE tra ausiliari, pulitori, soccorritori e autisti del 118, si aggiunge la totale assenza di nuovi inserimenti di OSS negli organici pubblici della Capitanata.

È una scelta politica deliberata che compromette la qualità dell’assistenza nei reparti e scarica l’intero peso delle carenze organiche sul personale rimasto in servizio.

Una cecità programmatoria che colpisce duramente anche l’ASL Foggia sul fronte dell’assistenza infermieristica. In una provincia geograficamente sconfinata, orograficamente complessa e afflitta da una carenza d’organico diventata cronica, la Regione autorizza una quota irrisoria e del tutto simbolica di posti da infermiere per l’intera Azienda Sanitaria Locale: un contingente insufficiente persino a coprire i pensionamenti previsti nell’anno, figurarsi a potenziare i servizi sul territorio.

Sul fronte delle CdC (Case di Comunità), siamo di fronte a un conclamato cortocircuito politico e programmatorio: da un lato la Regione Puglia ridimensiona i servizi di emergenza-urgenza ed estromette personale precario ma indispensabile, dall’altro sventola ai media l’apertura delle nuove Case di Comunità. 

Si tratta di una narrazione propagandistica priva di sostenibilità reale: le nuove strutture territoriali nascono già destinate al fallimento operativo se si continua a privare gli ospedali di risorse, pretendendo di scaricare i nuovi servizi sulle spalle di un organico stremato, decimato e palesemente insufficiente.

La situazione è altrettanto critica all’AOU Policlinico Riuniti di Foggia, presidio HUB di riferimento per l’intero bacino provinciale e per l’area garganica. La struttura si vede autorizzare un contingente fortemente limitato e incentrato quasi esclusivamente sulla dirigenza medica, azzerando del tutto il personale dedicato ad assistenti, infermieri e OSS. Si tratta di un’assegnazione paradossale che non garantisce nemmeno il ricambio necessario nei reparti ad alta intensità di cure.

A questo scenario già compromesso si aggiunge la scure sull’emergenza-urgenza, dove l’eliminazione o il ridimensionamento delle postazioni 118 non rappresenta alcuna “razionalizzazione”, bensì un taglio lineare ai danni della sicurezza dei cittadini, che allunga i tempi di soccorso ed esaspera un personale già esausto. 

Siamo di fronte a una precisa scelta politica di disimpegno, disattenzione e progressiva desertificazione dei servizi sanitari pubblici in Capitanata, affonda la FP CGIL Foggia. Con queste scelte non solo non si garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza, ma si pianifica la resa della sanità pubblica sul nostro territorio. 

Rivolgiamo un appello accorato e insieme, una ferma chiamata di responsabilità politica al Presidente della Regione, all’Assessore alla Sanità e all’intera rappresentanza consiliare della Capitanata. I consiglieri regionali del nostro territorio sono chiamati a farsi interpreti autorevoli di queste istanze presso la Presidenza, superando ogni logica di appartenenza per garantire ai cittadini foggiani presidi sanitari efficienti e risorse adeguate. Non servono più rassicurazioni di principio, ma un impegno istituzionale corale che traduca le necessità degli ospedali e dei servizi della provincia di Foggia in atti programmatori concreti e immediati.

FP CGIL Foggia

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