Proteste a Manfredonia, i pescatori raccontati da Il Post

Le proteste che stanno paralizzando la Capitanata ed il Sud, Manfredonia inclusa, iniziano a bucare il muro dell’indifferenza mediatica. Se il servizio pubblico ed i grandi telegiornali nazionali continuano a riservare spazi marginali alla mobilitazione, concentrandosi in questi giorni su altri aspetti e vicende, il racconto puntuale di quanto sta accadendo arriva dalla stampa d’approfondimento oppure addirittura dall’estero.

Nella giornata di oggi, martedì 20 ottobre, la testata nazionale Il Post ha dedicato un accurato reportage ai pescatori di Manfredonia, firmato dal giornalista Angelo Mastrandrea. Un lavoro prezioso, condotto con rigore e criterio, capace di portare a livello nazionale le ragioni di una città e di un comparto che ha segnato la sua storia.

I pescatori di Manfredonia su Il Post: il racconto delle proteste

Nell’articolo di Mastrandrea, le proteste di Manfredonia vengono restituite attraverso i luoghi ed i volti di chi vive la crisi sulla propria pelle. Il racconto parte dal mercato ittico sipontino semivuoto, con pochissimi pescherecci usciti in mare e la merce venduta quasi esclusivamente ai commercianti locali per via del fermo degli autotrasportatori (con un solo furgone partito verso Roma e Livorno studiando percorsi alternativi).

Il reportage ricostruisce con onestà la natura pacifica e civile della mobilitazione sipontina: dal corteo di venerdì 16 ottobre, che ha visto scendere in strada migliaia di persone tra cittadini, studenti, Sindaci del comprensorio, il Vescovo ed i commercianti con le serrande abbassate per solidarietà, fino alle modalità del presidio attivo lungo l’arteria che collega la zona industriale al porto.

Qui, come Il Post ha documentato, i manifestanti in gilet catarifrangente fermano unicamente i mezzi pesanti, deviandoli in sicurezza nel piazzale di un distributore per spiegare le ragioni della vertenza ed offrire un caffè ai conducenti. Un clima di rispetto reciproco che, secondo quanto riferito dall’autotrasportatore autonomo Pasquale Ostese, ha portato 250 camionisti fermati ai blocchi ad unirsi spontaneamente alle proteste di Manfredonia, accompagnati dai colpi di clacson in segno di sostegno da parte degli automobilisti in transito.

Lo stato della pesca a Manfredonia

Ampio spazio viene dedicato anche alla spiegazione del contesto della marineria sipontina: un settore che impiega direttamente 700 addetti e diverse migliaia di lavoratori con l’indotto su una popolazione di 53mila abitanti, in un territorio già segnato dalla ferita ambientale del Sito di Interesse Nazionale (SIN) legato all’ex ANIC/Enichem.

Una flotta passata dai 450 pescherecci degli anni Novanta agli attuali 130, oggi schiacciata dalle restrizioni europee, dalla concorrenza del pescato estero e, soprattutto, dall’esplosione del prezzo del gasolio per la pesca, balzato dai 65 centesimi al litro precedenti alla guerra in Iran ed al blocco dello stretto di Hormuz fino a quasi 1,50 euro attuali.

Un rincaro che costringe a razionare il carburante, ridurre le ore in mare e lasciare ormeggiate le imbarcazioni più datate, a fronte dell’insufficienza del credito d’imposta del 20% stanziato dal Governo lo scorso 18 marzo (un ristoro da 10 milioni di euro i cui effetti si vedranno solo in sede di dichiarazione dei redditi, a spese già sostenute).

Le proteste del Sud sul New York Times

Il lavoro de Il Post su Manfredonia va ad inserirsi in un quadro informativo sulle proteste paradossale, in cui l’assenza dei grandi poli italiani viene supplita dalla stampa internazionale. Le vicende del Mezzogiorno sono infatti finite sulle pagine del New York Times nell’articolo “Italy Faces Parallel Protests in the North and South”.

Anche Oltreoceano si sono accorti di una distorsione evidente: la violenza registrata nelle manifestazioni del Nord Italia sta finendo per oscurare le profonde ragioni socio-economiche alla base del malcontento e le imponenti manifestazioni pacifiche del Sud. Significativo, sul piano giornalistico, anche un altro dettaglio: per documentare quanto sta accadendo nel Paese, il quotidiano statunitense si è ritrovato ad attingere a fonti non convenzionali, come la webzine indipendente Scomodo, a conferma del vuoto lasciato dai canali d’informazione tradizionali.

Proteste: sciopero nazionale della pesca il 22 ottobre

Mentre le proteste di Manfredonia conquistano spazio, la mobilitazione si prepara ad un nuovo snodo cruciale. Come ricordato nell’approfondimento di Mastrandrea, per giovedì 22 ottobre armatori, pescatori ed equipaggi di tutta Italia (con prospettive talvolta estreme, come quella del blocco dello Stretto di Messina) hanno proclamato uno sciopero nazionale accompagnato da una lettera inviata al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nella quale denunciano come navigare sia diventato ormai proibitivo.

Giovedì a Manfredonia nessun motopeschereccio, stando alle informazioni fin qui raccolte, lascerà il porto. Lo step successivo dipenderà dalle risposte del Governo sul taglio del costo dei carburanti e sulle misure di sostegno al comparto. Da capire se lo stop si fermerà a ventiquattro ore o se diventerà l’inizio di una mobilitazione ad oltranza, come paventato dallo scorso weekend.

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