Omicidio Enrica Bardotti: fermato il figlio della donna

Enrica Bardotti, 86 anni, è stata uccisa e sepolta in un’area boschiva tra Stupinigi e Vinovo; il figlio ha confessato il delitto.

Nelle ultime ore i carabinieri di Carignano hanno fermato il figlio di Enrica Bardotti (86 anni) di Piobesi Torinese, accusandolo dell’omicidio della madre e dell’occultamento di cadavere. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe ucciso la donna a metà gennaio nell’abitazione in cui vivevano insieme, poi trasportato e sepolto il corpo in un’area boschiva nei pressi di Stupinigi e Vinovo. La scoperta è avvenuta dopo la segnalazione di una conoscente che non riusciva da tempo a mettersi in contatto con la vittima e ha fatto scattare gli accertamenti delle forze dell’ordine, culminati nel ritrovamento del corpo senza vita e nel fermo dell’indagato.

I fatti e la scoperta del corpo

La vicenda, iniziata con l’allarme per la scomparsa di Enrica Bardotti, ha visto i militari dell’Arma impegnati nelle ricerche dopo che una persona del posto aveva segnalato l’impossibilità di contattare la donna da diverse settimane. I carabinieri si sono recati nell’abitazione condivisa dai due, a Piobesi Torinese, e, interrogando vicini e conoscenti, hanno rintracciato il figlio, un uomo di 58 anni. Inizialmente l’uomo avrebbe fornito risposte vaghe e contraddittorie circa l’assenza della madre, ma sotto la pressione degli investigatori ha infine accompagnato i carabinieri in un’area boschiva tra Stupinigi e Vinovo dove ha indicato di aver seppellito il cadavere. Qui il corpo della donna è stato scoperto e recuperato.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Torino, che ha disposto il fermo dell’uomo con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Durante l’interrogatorio, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità confessando di essere stato lui a togliere la vita alla madre e a nascondere il cadavere nell’area boschiva.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Torino, che ha disposto il fermo dell’uomo con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Durante l’interrogatorio, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità confessando di essere stato lui a togliere la vita alla madre e a nascondere il cadavere nell’area boschiva.
L’omicidio sarebbe avvenuto già a metà gennaio, ma il corpo della vittima non era stato trovato fino alla segnalazione. Secondo gli inquirenti, il movente potrebbe essere riconducibile alla paura dell’uomo di perdere l’unica fonte di sostentamento economico: la pensione dell’anziana madre. Questa ipotesi, se confermata, getterebbe una luce ancora più cupa sul quadro familiare. La stessa donna in vita avrebbe confessato ad amiche e conoscenti del rapporto turbolento del figlio, il quale non avrebbe mai lavorato in tutta la sua vita. Enrica, inoltre, a causa di seri problemi economici, era stata costretta a vendere il suo appartamento a Roma per poter provvedere a lei e al figlio.

La zona del ritrovamento, nei pressi della statale 143 tra Stupinigi e Vinovo e non lontana dalla storica Palazzina di Caccia di Stupinigi, è stata ispezionata dalle forze dell’ordine con vigili del fuoco e carabinieri, in un contrasto netto tra la tranquillità del paesaggio e la gravità del crimine scoperto al suo interno.

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