Nomine Ase, La Forgia: “Manfredonia non ha bisogno dell’ennesima guerra di Palazzo”

Nomine Ase, La Forgia: “Manfredonia non ha bisogno dell’ennesima guerra di Palazzo”

Quello che sta emergendo sulle nomine dell’ASE non è una semplice questione di nomi. È la fotografia di una politica che sembra più impegnata a tenere insieme equilibri interni, correnti e posizionamenti, che a tenere insieme la città.

E lo dico subito, per onestà: non mi riferisco a Nicola Mele che ha sollevato la questione e che ritengo una persona competente. Il problema non è la singola persona, è il metodo Perché mentre dentro il Palazzo si discute di incarichi, esclusioni e avvicinamenti, fuori ci sono commercianti che resistono, giovani che partono, famiglie che chiedono servizi che funzionino e quartieri che aspettano attenzione.

Finché la politica si occuperà di poltrone invece che di risolvere le problematiche, andremo sempre peggio. È inevitabile. Una maggioranza può avere problemi interni, è fisiologico.

Ma quando gli equilibri diventano il centro dell’azione politica, il problema non è più dei partiti. Diventa un problema di tutta la città. La differenza, oggi, è che i cittadini non hanno più l’anello al naso.

Con i social sono informati, vedono tutto in tempo reale, confrontano, capiscono e distinguono benissimo una scelta fatta per competenza da una nomina fatta per tenere in piedi una corrente. E queste spartizioni partitiche, alla fine, si ritorcono sempre contro chi le fa. Perché la gente non dimentica chi ha perso mesi a contare le sedie mentre Manfredonia aspettava una direzione.

Ricordo che io stesso e altri miei amici di lista raccomandammo La Marca a cambiare rotta privilegiando le competenze ai consensi. Lui ci rispose affermativamente. Queste promesse i cittadini non le dimenticano come non le ho dimenticate io. Invece é accaduto il contrario.

Ecco perché non basta cambiare qualche nome per cambiare una città. Bisogna cambiare priorità. Bisogna tornare a parlare di sviluppo, turismo, lavoro, sicurezza, servizi, infrastrutture e futuro. Bisogna avere il coraggio di mettere insieme competenze, giovani e società civile attorno a un progetto, non attorno a una casella da riempire. Manfredonia non ha bisogno dell’ennesima guerra di Palazzo. Ha bisogno di una rotta.

E non c’è più tempo da perdere.

Gaetano La Forgia

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