Le pagelle del mercato delle 20 di Serie A

Il consueto strapotere della Premier, la novità devastante rappresentata dalla ricchissima Saudi Pro League. Da Tonali a Hojlund finiti rispettivamente a Newcastle e allo United, fino ai vari Milinkovic-Savic e Brozovic coperti d’oro in Arabia: l’avvio di sessione aveva fatto temere il peggio per la nostra A sempre alle prese con equilibri economici delicati e monte-ingaggi da abbassare. Ma i nostri dirigenti sfruttando in maniera oculata le risorse arrivate dalle cessioni, le occasioni rappresentate dai parametri zero e anche con coraggiosi investimenti sono riusciti comunque a far sì che il torneo si presenti equilibrato e avvincente. Di seguito le pagelle stilate da La Gazzetta dello Sport.

MILAN 8

Venti punti di distacco dal Napoli e uno scudetto consegnato agli azzurri in pratica già a fine gennaio non potevano non portare a una rivoluzione tecnica, in senso ampio. E così è stato. Tonali è stato ceduto, ma quanto incassato è stato investito. Centrocampo rifatto e più muscolare, fascia destra d’attacco con Pulisic e Chukwueze. I nei? Forse un rinforzo in difesa sarebbe servito e in attacco come vice Giroud la scelta è caduta su Jovic… Un po’ poco, ma anche Pioli ha la squadra da seconda stella.

FIORENTINA 7

Una Viola tutta nuova per essere competitivi in Europa e puntare a stare in alto il più possibile in campionato. Queste le linee guida del mercato. In particolare il tecnico Italiano aveva chiesto facce nuove in attacco ed è stato accontentato: via Cabral e Jovic, sono arrivati Beltran e NZola. Arthur è il regista che cercava e Parisi è molto più di una alternativa a sinistra. Certo, è partito un big come Amrabat, però senza intesa sul rinnovo sarebbe stato inutile trattenerlo per poi perderlo a zero.

Lecce 6,5

Una squadra ben ritoccata (ben 14 operazioni in entrata) attraverso la cessione di Hjulmand (circa 19 milioni): così il d.t. Corvino ha costruito il Lecce proponendo una delle squadre più giovani del campionato. Chi sarà il nuovo talento che uscirà dal suo cilindro? Per ora si è già messo in luce lo svedese Almqvist e anche Rafia promette bene, per una salvezza più tranquilla.

TORINO 8

L’arrivo di Zapata è la perla di un mercato che dà a Juric una squadra completa in ogni reparto e che può lottare per l’Europa. Centrati tutti gli obiettivi in entrata e due conferme, importanti, in difesa: Schuurs e Buongiorno che ha detto no all’Atalanta. Sulle fasce Bellanova, Lazaro e Soppy garantiscono corsa e qualità; al tecnico è stato regalato anche Tameze (che aveva avuto già a Verona), infine Vlasic è stato riscattato e Zapata è il colpo finale del presidente Cairo, che oggi festeggia 18 anni alla guida del suo club. Nel modo migliore.

NAPOLI 6,5

Non erano in tanti a pensare che oggi, a mercato chiuso, Osimhen avrebbe indossato ancora la maglia del Napoli. E invece Osi e Kvara sono i pilastri di Garcia per tentare il bis scudetto. Ma i rispettivi contratti non sono stati ancora prolungati e soprattutto per il nigeriano oltre dieci incontri tra De Laurentiis e l’agente non sono bastati a trovare un’intesa: questo abbassa il voto a 6,5. In difesa è andato via Kim, sostituito con Natan, e per lo scontento Lozano è arrivato Lindstrom, seguito a lungo pure dalla Juve.

JUVENTUS 6

Da gennaio a oggi per la Juve un solo acquisto: Weah jr, effettuato da Calvo-Manna prima dell’arrivo di Giuntoli. Un qualcosa di assolutamente inusuale, ma i bilanci in rosso imponevano un drastico taglio al monte-ingaggi e un mercato fatto di cessioni. E così è stato. Unico «sforzo» il rinnovo di Rabiot. Allegri quindi riparte con una squadra praticamente identica, ma più giovane.

MONZA 6

Come era facile immaginare, non è stato un mercato facile nella prima estate senza Silvio Berlusconi. Gli investimenti sono serviti innanzitutto per i riscatti obbligati legati alla salvezza. Poi Galliani ha pescato due svincolati di lusso come Gagliardini e D’Ambrosio e non è si fatto mancare il colpo del Condor: l’attaccante Colombo. Ora tocca a Palladino tenere vivo il sogno.

SASSUOLO 6

Il Sassuolo in questi anni è riuscito sempre a cedere i pezzi pregiati rimanendo competitivo a livelli medio-alti: in pratica un’impresa. Dopo Frattesi, ieri last minute è partito anche M.Lopez. L’investimento è stato fatto per l’esterno Pedersen. Ora Dionisi si ritrova con giovani di belle speranze e il reintegrato Berardi. Ma alla fine sarà il campo a parlare: sarà l’ennesima scommessa vinta?

Salernitana 6

Una salvezza senza patemi e poi chissà… La Salernitana di Iervolino è ripartita da Dia e Candreva, entrambi conferme importanti. In attacco i cambi più sostanziosi con il mancato riscatto di Piatek e gli investimenti per l’esterno Cabral, Stewart e Ikwuemesi e Martegani. L’andamento del campionato dei granata dipenderà molto dal loro inserimento.

CAGLIARI 6

Giulini per il ritorno in Serie A del suo Cagliari ha investito su prospetti valorizzabili come Wieteska e Chatzidiakos, e poi, per l’attacco, su giocatori di buona esperienza in A come Shomurodov e Petagna. Fascia sinistra tutta nuova con Augello e Jankto. Curiosità anche per Prati, stellina dell’Italia U20, che ha detto no al Palermo (e quindi al City Group) per raggiungere la corte di Ranieri.

FROSINONE 6

Come accade spesso per le neopromosse in A, dopo l’addio di Grosso il d.s. Angelozzi ha dovuto rimboccarsi le maniche e costruire mattone su mattone il nuovo Frosinone. Lunga la corte, e alla fine andata in porto, ai giovani della Juve, Soulè e Kaio Jorge. Harroui finora si è rivelato un gran colpo e le speranze in attacco sono riposte su Cheddira e su Reinier, preso dal Real. La salvezza è possibile.

INTER 8

Simone Inzaghi ha un compito ben preciso quest’anno: vincere lo scudetto, facendo dimenticare il meno 18 dal Napoli dell’ultimo torneo. Dopo una vera e propria rivoluzione l’Inter ha sicuramente la rosa più forte tra le grandi e si candida per la seconda stella. Spiazzata dal tradimento di Lukaku, ha perso pedine importanti come Onana, Skriniar, Brozovic, ma il colpo di coda Klaassen, il 12°, dimostra come sia stato fatto il possibile sul mercato. Soltanto l’attacco desta qualche perplessità: basterà Lautaro?

LAZIO 6,5

Quello della Lazio è stato un mercato caratterizzato da numerosi confronti tra Sarri e Lotito. Per una partenza sventata, quella di Immobile tentato a lungo dall’Arabia, ce n’è stata una pesante: quella di Milinkovic-Savic anche se nel reparto sono arrivati Guendouzi e Rovella. D’altro canto gli investimenti non sono mancati. Immobile ha finalmente in Castellanos un vero vice, Kamada è un bel colpo e Isaksen è una carta in più per le fasce in attacco. L’avvio in campionato è stato negativo ma c’è ancora tempo.

VERONA 5,5

Il Verona ci ha abituato ai miracoli. La scorsa salvezza lo è stata di sicuro e anche per quest’anno l’esito del torneo sembra legato alle parate di Montipò e all’esito positivo di qualche scommessa come Serdar o Tchatchoua. Baroni per centrare il traguardo ha il compito di far esplodere del tutto gente come Hongla, Duda e Ngonge. In difesa, importante la conferma di Hien.

ROMA 8

L’ingaggio di Lukaku vale un punto in più. Anche se servirà ovviamente un po’ di tempo per averlo in piena forma, la coppia formata con Dybala mette sicuramente la Roma di Mou in lizza per la Champions. Aouar a zero è uno dei colpi dell’estate e il g.m. Pinto è stato bravo anche nel vendere Ibanez a peso d’oro. C’è anche qualche neo, ovviamente. L’addio di Matic non era previsto, manca un dodicesimo affidabile dietro Rui Patricio, così come gli esterni d’attacco e le condizioni fisiche di Renato Sanches destano qualche perplessità…

GENOA 6,5

Ai tempi della vecchia proprietà, Preziosi ci aveva abituato a sessioni di mercato scoppiettanti. Delle vere e proprie rivoluzioni in cui ogni volta si ripartiva da zero. Il Genoa targato 777, da neopromosso, invece ha agito in maniera più «sobria» ma concreta regalando per 15 milioni a Gilardino addirittura Retegui, nei mesi scorsi a lungo anche nel mirino dell’Inter e dell’Eintracht Francoforte. Dietro all’italo-argentino l’ex atalantino Malinovskyi. Ora toccherà a Gila assemblare il tutto per la salvezza.

UDINESE 5,5

È partito Beto ed è arrivato Lucca, dopo una stagione non proprio felice in Olanda con l’Ajax. L’ex bomber del Pisa avrà una nuova chance di rilancio a Udine. Tanti volti nuovi, ma da verificare. Sono cambiate la fasce con Ferreira e Camara; importante in prospettiva il nuovo accordo con Pafundi, ma ora gli va dato il giusto spazio. Possibile ritorno di Pereyra, ancora svincolato.

ATALANTA 7

Attacco nuovo e un europrogetto affidato a Gasperini con un mercato da 7. L’attaccante Hojlund è stato venduto allo United con una plusvalenza monstre e sostituito con Touré (il più caro acquisto della storia della Dea), poi Percassi jr ha respinto il Napoli per Koopmeiners. Complessivamente otto rinforzi, nonostante il mancato arrivo di un difensore centrale (vani assalti a Buongiorno e Hien). Ora tocca a Gasp che ha soprattutto il compito di (ri) lanciare De Ketelaere e Scamacca, cui è affidato il post Zapata.

BOLOGNA 6,5

E alla fine… Thiago Motta ha avuto dal d.t. Sartori una squadra adatta alla sua idea di gioco. Il tecnico a inizio estate aveva parlato di «squadra inadeguata». Avrebbe voluto anche la conferma di Dominguez, ma l’argentino non aveva intenzione di rinnovare ed è stato giustamente ceduto (al suo posto un vecchio marpione della A: Freuler). Così a parte Saelemaekers, gli investimenti per Kristiansen, Karlsson, Ndoye e Fabbian fanno ben sperare. L’attacco è una incognita: via Arnautovic, al suo posto «soltanto» Zirkzee.

EMPOLI 5,5

L’Empoli ci ha abituato negli anni a cessioni importanti e a salvezze inaspettate con un ricambio quasi naturale attraverso il suo vivaio. Vicario e Parisi sono state due partenze pesanti, ora toccherà a Zanetti rilanciare giovani come Cancellieri o far esplodere il talento di Shpendi. Destro farà rifiatare Caputo e importante è stato il rientro di Cambiaghi: basteranno?

Exit mobile version