L’annuncio di lavoro con parte del compenso non in euro: cosa prevede

Nei giorni scorsi è comparso online, sulla piattaforma Indeed, un annuncio pubblicato da un’agenzia di comunicazione per la ricerca di un addetto alla contabilità da remoto. L’offerta, visibile a fine gennaio 2026, propone una collaborazione con partita IVA retribuita fino a 9 euro lordi all’ora. A far discutere non è solo il compenso ma una specifica domanda inserita nell’iter di preselezione, che riguarda la possibilità di ricevere parte del pagamento in moneta complementare.

Di seguito il testo dell’offerta così come pubblicato nella sezione principale dell’annuncio:

“Addetto alla contabilità da remoto. Ogni risorsa inserita inizialmente come collaborazione occasionale, no assunzione, sarà affiancata a personale esperto e si occuperà delle attività contabili e amministrative. Il candidato ideale possiede spiccata predisposizione al lavoro di gruppo, autonomia organizzativa, precisione, capacità di curare aspetti statistici e volontà di imparare. Requisiti richiesti: laurea, anche laureandi in economia o scienze della comunicazione o marketing; ottima conoscenza di Fatture in Cloud; buona padronanza di Microsoft Office; disponibilità nella fascia oraria 9-12:30 e 15-17:30 di almeno 2 ore consecutive nei giorni feriali. L’attività lavorativa verrà svolta esclusivamente in remoto. L’invio della candidatura implica che il candidato disponga di strumenti hardware performanti per lo svolgimento delle attività richieste (PC, cuffie, microfono) e connessione stabile. Il contratto offerto è con partita IVA, retribuzione fino a 9 euro all’ora.”

Nella fase di preselezione compare inoltre la seguente domanda: “Saresti disposta/o ad accettare che una parte del compenso economico in denaro venisse pagato in moneta complementare, ovvero Tibex, Sardex, BXB, inLire e altri circuiti regionali?

Cosa sono le monete complementari e come funzionano

Le cosiddette monete complementari sono strumenti di scambio utilizzati all’interno di circuiti commerciali locali o regionali. Non si tratta di valuta legale come l’euro, ma di crediti spendibili esclusivamente presso aziende e attività aderenti alla rete. Circuiti come Sardex o altri sistemi simili funzionano come piattaforme chiuse: le imprese si scambiano beni e servizi utilizzando crediti interni al circuito, che non possono essere convertiti liberamente in euro né utilizzati per pagare affitto, mutuo, bollette o tasse.

In ambito aziendale, tali strumenti possono essere talvolta utilizzati come benefit aggiuntivi, cioè come incentivo extra rispetto alla normale retribuzione. Diverso è il caso in cui vengano proposti come parte del compenso principale. Nel lavoro autonomo con partita IVA, il pagamento dovrebbe avvenire a fronte di fattura e in valuta legale, salvo accordi specifici tra le parti, ma resta il tema della reale spendibilità e del valore effettivo di quanto riconosciuto.

Annuncio di lavoro con moneta complementare: criticità dell’offerta

L’annuncio propone un compenso fino a 9 euro lordi all’ora con contratto di collaborazione in partita IVA. Questo significa che il professionista dovrebbe farsi carico di imposte, contributi previdenziali e costi di gestione, riducendo sensibilmente il netto effettivo percepito. Inoltre, l’offerta richiede disponibilità in fasce orarie definite e l’utilizzo di strumenti propri, elementi che sollevano interrogativi sulla reale autonomia organizzativa tipica del lavoro autonomo.

La domanda relativa alla moneta complementare aggiunge un ulteriore elemento di discussione. Se parte del compenso venisse corrisposta in crediti spendibili solo in circuiti limitati, il valore reale della retribuzione potrebbe risultare inferiore rispetto a quanto indicato nominalmente. In altre parole, il lavoratore si troverebbe a ricevere una quota di pagamento non immediatamente convertibile in denaro utile per le spese quotidiane.

Pur non essendo di per sé illegale proporre collaborazioni in partita IVA o utilizzare strumenti di welfare aziendale, la combinazione tra compenso contenuto, assenza di tutele tipiche del lavoro subordinato e richiesta di accettare pagamenti in moneta complementare ha sollevato perplessità tra diversi osservatori.

Exit mobile version