Il WWF Foggia esprime profonda amarezza e indignazione per l’ennesimo incendio che ha colpito l’Oasi Lago Salso, uno dei patrimoni naturalistici più preziosi della Capitanata. Non possiamo continuare ad assistere, impotenti, alla distruzione delle nostre zone umide, da San Floriano a Lago Salso. Ogni rogo, ogni trasformazione illegittima del territorio, ogni prelievo d’acqua non adeguatamente controllato rappresenta un gravissimo passo indietro nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della legalità.
Chiediamo che la Procura della Repubblica presti finalmente la massima attenzione a quanto il WWF ha già ripetutamente denunciato in merito alle trasformazioni agricole abusive e al prelievo illecito di acqua nell’area. È necessario verificare con rigore cosa stia accadendo e accertare senza sconti le relative responsabilità penali e amministrative.
Allo stesso tempo, non è più rinviabile una domanda cruciale per il futuro dell’area protetta: per quanto tempo ancora la società Oasi Lago Salso resterà in uno stato di perenne liquidazione? E cosa è stato fatto concretamente dal liquidatore per prevenire quanto accaduto?
Vogliamo sapere, con chiarezza e trasparenza, perché il fronte strada non sia stato preventivamente bonificato, sfalciato e messo in sicurezza attraverso adeguate fasce parafuoco, nonostante il rischio incendi estivi fosse del tutto evidente e prevedibile. La prevenzione non può essere una parola vuota da invocare solo ex-post, dopo che il fuoco ha già devastato e incenerito tutto.
Lo Stato e le istituzioni locali non possono continuare ad arretrare o a mostrare passività davanti alla perdita sistematica di un patrimonio naturale così importante. Servono controlli stringenti, assunzioni di responsabilità, manutenzione ordinaria costante, una gestione efficace e una totale trasparenza amministrativa.
Il WWF Foggia chiede una svolta immediata. Occorre contrastare con fermezza chi sta tentando di distruggere deliberatamente l’Oasi. Dopo questi ultimi due anni consecutivi di roghi devastanti, che hanno causato la morte di ingenti quantitativi di fauna selvatica e la distruzione di habitat protetti a livello comunitario, chiediamo di porre nel più breve tempo possibile efficaci “anticorpi” per contrastare la criminalità ambientale.
In particolare, il WWF propone l’istituzione immediata del divieto assoluto delle attività venatorie nell’arco di 1000 metri dai confini dell’area protetta per almeno 10 anni, misura indispensabile per consentire ripopolamento e una vigilanza efficace e un contrasto reale al bracconaggio e alle attività illecite, che deve essere necessariamente accompagnata da un potenziamento delle unità e dei pattugliamenti delle forze dell’ordine sul territorio; Creazione di passaggi faunistici, misure anti-attraversamento e dissuasori della velocità per contrastare gli impatti tra fauna e autoveicoli; posa di fototrappole contro l’abbandono illecito di rifiuti; lotta alle captazioni abusive all’interno dell’oasi e lungo i suoi immissari; sistema di telecamere “early warning” contro gli incendi; un piano straordinario di recupero ecologico condiviso con la comunità scientifica e le associazioni ambientaliste e tutto ciò che può essere fatto per il recupero di questo disastro ambientale.
Non bastano più parole di circostanza o vuoti impegni programmatici: l’Oasi Lago Salso va difesa e salvata ora, prima che sia troppo tardi.
WWF Foggia
Per contatti e informazioni: foggia@wwf.it

WWF: “L’Oasi Lago Salso versa in uno stato di abbandono”
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