Ricordo come mio padre mi diceva:
“Agosto di agosti nel pesce piccolo per lo più di colore rosa” che per noi manfredoniani è un piatto prelibato di lontana usanza. Caro padre, grandi i tuoi discorsi, anche se un po’ bizzarri lo erano, ma mi facevi sorridere.
Già però che prelibatezza in quegli anni.
Il 14 e sera di agosto si friggevano le agostinelle mischiate a piccole triglie, con il loro odore che impregnavano, la città profumata di limone e frittura – terra della marineria – flotta navale ricca d’imbarcazioni…il paese era tutta una festa – gli occhi si inebriavano di commozione – talmente tanta era la serenità. Io spero di rivedere un quarto di gioia – che si vivevano in quegli anni -in quest’estate sogno di vedere questo paese svegliarsi dall’inadeguatezza e di un vivere da spaesati… della mia terra.
Di Claudio Castriotta

Nel Gargano e in Daunia si può parlare di sciamanesimo?
Il 25 aprile, per risalire dall’abisso nel tempo pazzo di ieri e di oggi