Gratteri, l’appello per i docenti: “Aumentiamo loro lo stipendio”

Nicola Gratteri denuncia l'analfabetismo tra i giovani detenuti, invita i genitori a rispettare i docenti e propone un aumento di stipendio.

Il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri lancia un nuovo allarme sul rapporto tra dispersione scolastica, criminalità giovanile e istruzione. Intervenuto a Matera, durante la serata conclusiva della quarta edizione di Matera Fiction, il magistrato ha richiamato un dato particolarmente preoccupante: il 90% dei minorenni detenuti sarebbe analfabeta. Una percentuale citata da Gratteri che evidenzia, secondo il procuratore, la necessità di investire maggiormente nell’istruzione per contrastare il reclutamento dei giovani da parte delle organizzazioni criminali. Ma il suo intervento ha affrontato anche un’altra questione centrale: il rapporto tra famiglie e insegnanti. Gratteri ha invitato i genitori a rispettare l’autonomia dei docenti, chiedendo contemporaneamente allo Stato di riconoscere il valore della professione attraverso un aumento degli stipendi.

Gratteri difende gli insegnanti: «I genitori li lascino lavorare»

Durante l’incontro al Cineteatro Gerardo Guerrieri di Matera, in dialogo con lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, Gratteri ha sottolineato come la scuola rappresenti uno degli strumenti più importanti nella prevenzione della criminalità.

Secondo il magistrato, i giovani privi di un’adeguata formazione culturale rischiano maggiormente di diventare manovalanza delle organizzazioni mafiose, attratti dalla prospettiva di guadagni immediati e dalla possibilità di ottenere facilmente denaro.

Particolarmente significativo il messaggio rivolto alle famiglie. Gratteri ha invitato i genitori a evitare continue interferenze nel lavoro degli insegnanti, soprattutto quando si tratta di contestare valutazioni negative o decisioni educative.

Anche un brutto voto, secondo il procuratore, può rappresentare un’occasione di crescita. I ragazzi devono imparare ad affrontare le difficoltà e persino le eventuali ingiustizie, senza aspettarsi che siano sempre i genitori a intervenire in loro difesa.

Il magistrato ha quindi richiamato l’importanza dell’esempio familiare: educare significa trasmettere comportamenti e responsabilità, non limitarsi a impartire regole.

Un altro passaggio fondamentale riguarda gli stipendi degli insegnanti. Gratteri ha chiesto allo Stato di aumentare le retribuzioni dei docenti, riconoscendo concretamente il ruolo che svolgono nella formazione delle nuove generazioni.

Il procuratore ha inoltre evidenziato come le organizzazioni mafiose abbiano modificato le proprie strategie, utilizzando sempre più frequentemente piattaforme come Instagram e TikTok per avvicinarsi al linguaggio e agli interessi dei giovani.

Per contrastare questo fenomeno, dunque, non basta intervenire esclusivamente attraverso la repressione giudiziaria. Occorre rafforzare l’istruzione, sostenere le famiglie e garantire agli insegnanti condizioni lavorative adeguate.

Il messaggio di Gratteri è chiaro: investire nella scuola significa investire nella sicurezza e nel futuro del Paese, restituendo autorevolezza a una professione fondamentale per la crescita civile e culturale della società.

Fonte principale: La Tecnica della Scuola, 5 novembre 2026

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