Nuovo capitolo nell’inchiesta sul giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove tra il 27 e il 28 dicembre sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita, entrambe avvelenate dalla ricina. Nella giornata di ieri, Gianni Di Vita e la figlia Alice sono stati ascoltati nuovamente in Questura dalla Squadra Mobile come persone informate sui fatti.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Alice è rimasta negli uffici della polizia per circa due ore e mezza, mentre l’audizione del padre si è protratta fino alle 21. Per Gianni si tratta del quarto interrogatorio, per Alice del terzo. Gli investigatori stanno continuando a ricostruire nel dettaglio le ore precedenti al malore delle due vittime e i pasti consumati durante le festività natalizie.
Giallo di Pietracatella: l’audizione di “zia Isuccia”
Nelle stesse ore è stata sentita anche “zia Isuccia”, anziana parente di 92 anni della famiglia. Gli inquirenti hanno voluto approfondire il tema di una torta preparata dalla donna per la vigilia di Natale e servita durante una cena familiare alla quale parteciparono diversi parenti, nessuno dei quali però accusò sintomi.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Larino, procede per duplice omicidio premeditato. Al momento non risultano indagati ufficiali, ma gli investigatori stanno passando al setaccio dispositivi elettronici, telefoni e dinamiche familiari nel tentativo di capire come la ricina sia stata introdotta nell’ambiente domestico.
Nel frattempo sono slittati anche i risultati definitivi delle autopsie: la Procura ha nominato nuovi consulenti tecnici, tra cui il tossicologo Carlo Locatelli del Centro Antiveleni di Pavia, struttura che aveva individuato le tracce della sostanza tossica nel sangue delle vittime.


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