A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco torna nuovamente al centro dell’attenzione. La Procura di Pavia sta infatti puntando su quattro nuove consulenze tecniche che potrebbero rafforzare il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio della 26enne. Le analisi sono state affidate a specialisti in vista della richiesta di rinvio a giudizio, attesa entro la fine di settembre. Al centro dell’inchiesta ci sono il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, le impronte lasciate nella villetta, le tracce delle calzature e una nuova ricostruzione della dinamica del delitto. Secondo gli inquirenti, l’insieme di questi elementi potrebbe delineare un quadro indiziario più solido rispetto al passato. La difesa di Sempio, invece, continua a contestare la validità delle consulenze e ribadisce l’assenza di prove decisive. Ecco quali sono le quattro perizie considerate cruciali dagli investigatori.
Le quattro consulenze al centro dell’inchiesta
La prima e più importante riguarda il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Le nuove analisi genetiche confermerebbero la compatibilità dell’aplotipo Y con la linea paterna di Andrea Sempio. Pur non trattandosi di un’identificazione individuale assoluta, la Procura ritiene che questo elemento rappresenti uno dei principali pilastri dell’accusa. La difesa, al contrario, sostiene che il materiale genetico possa essere il risultato di contaminazioni o comunque non sia sufficiente a dimostrare la presenza dell’indagato durante l’omicidio.
La seconda consulenza riguarda le impronte repertate nella villetta, comprese quelle attribuite alla cosiddetta “impronta 33”. Gli esperti stanno riesaminando le tracce papillari e la loro collocazione sulla scena del crimine per verificarne la compatibilità con Andrea Sempio e con la ricostruzione dell’aggressione. Anche questo elemento è fortemente contestato dalla difesa.
Il terzo accertamento interessa le impronte delle scarpe. I consulenti stanno confrontando la traccia a pallini lasciata sul pavimento con modelli di calzature riconducibili all’indagato, cercando di stabilire se vi siano corrispondenze significative che possano collocarlo sulla scena del delitto.
Infine, la Procura ha disposto una nuova ricostruzione della dinamica dell’omicidio, basata sull’integrazione di tutti gli elementi raccolti: rilievi scientifici, analisi medico-legali e ricostruzioni tridimensionali. L’obiettivo è verificare se la sequenza dei movimenti dell’aggressore sia compatibile con l’ipotesi investigativa che individua Andrea Sempio come autore del delitto.
Le quattro consulenze saranno ora valutate insieme al resto del fascicolo d’indagine. Per la Procura rappresentano tasselli fondamentali in vista della richiesta di rinvio a giudizio, mentre la difesa continua a sostenere che nessuno di questi elementi, considerato singolarmente o nel suo complesso, dimostri oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità di Andrea Sempio. Saranno quindi le prossime fasi processuali a stabilire il reale peso probatorio delle nuove analisi.

FONTI:

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