Gargano, arrestato un volontario antincendio: è accusato di aver appiccato otto roghi tra Vieste e Peschici
VIESTE (FG), 12 settembre 2026 – I Carabinieri Forestali hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa l’11 settembre dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un volontario di un’associazione impegnata anche nello spegnimento degli incendi boschivi, residente a Vieste.
L’uomo è gravemente indiziato di aver appiccato otto incendi boschivi in varie località dell’agro dei comuni di Vieste e Peschici, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano, tra i mesi di luglio e agosto 2026.
Il provvedimento cautelare è il risultato di una complessa e mirata attività investigativa condotta dai Carabinieri dei Nuclei Parco di Umbra, Cagnano Varano, Vieste e San Nicandro, sotto il coordinamento del Reparto Carabinieri Parco di Monte Sant’Angelo.
Grazie a rilievi tecnici e a mirati servizi di videoripresa, gli investigatori sono riusciti a documentare i movimenti dell’indagato, immortalato mentre appiccava il fuoco ai boschi in differenti aree — comprese alcune zone limitrofe all’abitato di Vieste — per poi allontanarsi a bordo della propria autovettura, ignaro di essere ripreso. I roghi così generati hanno provocato la distruzione di diversi ettari di bosco.
Il reato contestato è quello di incendio boschivo (articolo 423-bis del codice penale). L’impianto accusatorio contempla inoltre pesanti aggravanti:
• Aver cagionato, mediante l’azione dolosa, un danno di particolare gravità, esteso e persistente su un’area protetta.
• Aver commesso il fatto in palese violazione dei doveri inerenti allo svolgimento di servizi di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, ricoprendo l’indagato il ruolo di volontario in un’associazione attiva nel settore.
Gli atti di polizia giudiziaria raccolti nel corso dell’indagine sono stati tempestivamente trasmessi alla Procura di Foggia, che ha avanzato la richiesta di misura cautelare poi integralmente accolta dal giudice.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Si precisa che la responsabilità penale dell’indagato sarà da considerarsi definitiva solo a seguito di una sentenza irrevocabile emessa nel corso del giudizio, in ossequio al principio di presunzione d’innocenza.
IL COMANDANTE
(Ten. Col. Giuliano Palomba)

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