Accusato di violenza sessuale, ottiene i domiciliari. La nota dell’avvocato difensore della persona offesa
In qualità di difensore di fiducia della persona offesa nel procedimento penale che vede
indagato il ventunenne di Carapelle per il reato di violenza sessuale, ritengo doveroso
intervenire a seguito della decisione pronunciata dal Tribunale del Riesame, che ha
disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti
domiciliari nelle Marche.
Prendiamo atto, con rispetto, della decisione assunta dal Collegio e attendiamo di
conoscerne le motivazioni, nella piena consapevolezza che è nelle sedi giudiziarie, e
non altrove, che devono essere valutate le esigenze cautelari e la gravità dei fatti
oggetto del procedimento.
Non possiamo, tuttavia, nascondere la nostra amarezza e la profonda preoccupazione
per le conseguenze umane e psicologiche che tale provvedimento inevitabilmente
determina sulla mia assistita, così come per il tenore di alcune dichiarazioni rese
pubblicamente, soprattutto quando esse finiscono per investire la dignità della vittima,
esponendola a un ulteriore e ingiusto giudizio pubblico prima che i fatti siano accertati
in giudizio.
In una vicenda tanto delicata, la priorità dovrebbe essere quella di proteggere la
riservatezza, la serenità e la dignità della vittima, evitando che il processo mediatico si
trasformi in un ulteriore peso per chi ha già vissuto un’esperienza profondamente
traumatica.
Appare opportuno, a tal proposito, chiarire che il Tribunale del Riesame è intervenuto
unicamente in tema di esigenze cauteri e non sulla sussistenza dei gravi indizi a carico
dell’indagato.
Sarà il processo, nelle sedi proprie e nel rispetto delle garanzie di tutte le parti, ad
accertare la verità dei fatti e le eventuali responsabilità penali.
È proprio per questo che ritengo opportuno ricordare che è nelle aule giudiziarie che
devono confrontarsi le diverse ricostruzioni e trovare risposta le questioni giuridiche,
non attraverso dichiarazioni pubbliche o contrapposizioni mediatiche.
Confidando che il prosieguo del procedimento consentirà di accertare i fatti con piena
obiettività e nel rispetto delle garanzie processuali, restituendo centralità alla verità
giudiziaria e, soprattutto, dignità alla persona offesa.
Rinnovo l’invito agli organi di informazione e a tutti coloro che intervengono
pubblicamente sulla vicenda a tutelare rigorosamente la riservatezza e l’identità della
mia assistita, evitando la diffusione di dettagli, valutazioni o dichiarazioni che possano
in qualsiasi modo renderla identificabile, al fine di non esporla pubblicamente per
evitare di aggravare il suo stato di sofferenza.
Foggia, 11 settembre 2026
Avv. Giuseppina Moscatelli

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