Manfredonia – I giorni che lo fecero, con quei mostri di metallo , al centro del mare – quando iniziarono a fare saltare le scogliere…
ci ha congelato il cuore in un attimo…
non abbiamo saputo, più tenere il tempo: dispiaciuti, fermi
come pezzi di pane freddo, su un tavolo spoglio.
Avevamo una finestra aperta del pomeriggio del mare incattivito;
ci hai divorato gli occhi e poi sputato, davanti i gabbiani
con il loro pasto – pesci piccini nei beccucci.
Fango e scogli sradicati dall’anima, senza più fiato…
mentre il vento, rubava i sogni costruiti e distrutti in pochi mesi.
Pietre macinate da pale meccaniche, con ruspe a motore..
ora che gli abitanti di quel Villaggio, non hanno nemmeno più i denti e la luce del giorno, si accende quasi sempre con i fiammiferi il mattino.
Noi sorridevamo spensierati nell’anno ottantuno…
senza poter immaginare, che un giorno sarebbero sbucati i piedi
di metallo, infilati proprio in mezzo al mare;
quel mare, che oggi ha scolorito il suo colore e perduto il suo odore morto.
di Claudio Castriotta


Corv corv soprannome del signor Nobile,e il serpente arrosto al posto dei capitoni
La Teofania del sole nell’abbazia di San Leonardo di Siponto