Detrazioni spese condominiali nel 730/2026: quali costi si possono scaricare e come funziona

Con l’apertura della stagione della dichiarazione dei redditi, i contribuenti si chiedono quali spese sostenute in condominio possono essere portate in detrazione nel modello 730/2026. Nel documento precompilato, disponibile dal 30 aprile 2026, sono infatti incluse diverse voci che riducono l’Irpef grazie alle agevolazioni fiscali previste per l’anno d’imposta 2025. È importante ricordare che, pur essendo la dichiarazione del 2026, si fa riferimento alle regole fiscali in vigore per il periodo di imposta dell’anno precedente.

Spese condominiali detraibili 730/2026, come funzionano

Prima di analizzare quali spese si possono detrarre, va precisato che con la riforma delle detrazioni fiscali a partire dal 2025 è stato introdotto il concetto di quoziente familiare, che influenza i limiti di spesa per chi può usufruire degli sgravi fiscali. Per redditi complessivi al di sopra dei 75.000 euro, il tetto massimo detraibile è 14.000 euro, che si riduce a 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro.

Nel quadro reddituale del 730/2026 si possono indicare le spese ordinarie e straordinarie sostenute nel 2025, ma solo alcune di esse danno diritto a detrazioni Irpef.

Quali spese condominiali sono detraibili

Le spese condominiali che si possono portare a detrazione dalla dichiarazione dei redditi includono principalmente interventi di tipo straordinario effettuati sulle parti comuni dell’edificio. Queste comprendono:

È importante sottolineare che non tutte le spese ordinarie sono detraibili: ad esempio, le spese di manutenzione ordinaria come la pulizia delle scale, la manutenzione dell’ascensore o altri interventi di routine non sono ammesse, a meno che non siano direttamente connesse all’attività professionale svolta da un condomino titolare di partita Iva. In quel caso, tali costi possono essere considerati inerenti all’attività e dedotti secondo i criteri previsti per i professionisti.

Spese condominiali detraibili 730/2026: detrazioni principali

Nel dettaglio, le principali spese condominiali che è possibile portare in detrazione nel 2026.

Bonus ristrutturazioni e bonus sicurezza

Le spese sostenute per ristrutturare parti comuni si possono detrarre fino al 50% dell’importo pagato, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo include opere come consolidamenti strutturali o migliorie significative che non rientrano nell’efficientamento energetico. Allo stesso modo, il bonus sicurezza consente la detrazione del 50% per interventi che aumentano la sicurezza delle parti comuni, come l’installazione di porte blindate, sistemi di allarme o vetri antisfondamento.

Ecobonus e Superbonus

Per i lavori di efficientamento energetico realizzati nel 2025 sulle parti comuni, la detrazione applicabile nella dichiarazione 2026 è del 65%. Per usufruire del Superbonus è necessario che i lavori portino al miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio; a lavori inferiori a questo livello si applica il bonus ristrutturazioni. Inoltre, le detrazioni pluriennali già maturate nei precedenti anni (ad esempio per lavori del 2023 o 2024) possono essere recuperate secondo le aliquote e le regole di quegli anni di imposta.

Bonus sisma

La normativa ha prorogato il bonus sisma fino al 2027, con una percentuale di detrazione pari al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili. Nel 730/2026 è possibile usufruire di questa agevolazione per le spese sostenute nel 2025, con aliquote più contenute rispetto agli anni precedenti ma comunque significative per i lavori di messa in sicurezza sismica.

Come ottenere le detrazioni nel 730

I condomini possono indicare le spese detraibili nel quadro E, sezione III del modello 730/2026. Per farlo, l’amministratore di condominio deve predisporre una comunicazione al contribuente che riporti le quote di spesa sostenute da ciascun condomino, basate sulle quote millesimali. Inoltre, l’amministratore deve effettuare i versamenti tramite bonifico parlante contenente il codice fiscale del condominio o la partita Iva, oltre alla causale specifica per detrazione fiscale. Chi non ha versato la propria quota non può usufruire della detrazione.

Infine, tutta la documentazione relativa ai lavori e ai pagamenti deve essere conservata per almeno 10 anni, così come previsto dalla normativa fiscale, per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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