Manfredonia – IO – in questi giorni ,penso e vedo davanti ai miei occhi – l’ immagine di Saverio. Ero piccolo quando lo conobbi per la prima volta Saverio. Lo trovavi spesso al Cinema Piscinone in dialetto , in italiano Paradiso, cinema parrocchiale. Nel locale si proiettavano le pellicole di Maciste e Sansone e il buon Saverio, aveva la passione per questi miti tanto che per un periodo praticò pesistica.
I risultati sul suo fisico furono evidenti. Ricordo che si era fatto crescere una barba sottile a pizzetto proprio come gli eroi di noi piccoli degli anni ’70. Saverio era dotato comunque di una grande forza naturale tanto che un giorno fu soprannominato ‘spacca Sabbione‘: la sua potenza era tale che con un pugno riusciva a rompere il ‘sabbione’, materiale per i muratori.
Ho sempre ammirato la sua educazione unita spesso ad un filo di malinconia. Da adulto era diventato più silenzioso e forse solo. Mai avrei immaginato di sapere che Saverio avrebbe lasciato la sua vita in una triste notte, con il cuore sull’asfalto ,senza aver avuto il tempo di chiedere aiuto al Padre Eterno, abbandonato dopo essere stato schiacciato da un auto … e qui mi fermo… non aggiungo il resto.
Forse abbandonato per terra mentre il tempo correva, in una buona traversa dove Saverio , dal suo corpo si staccò la sua anima per sempre , al centro del cuore, spento del paese.
Di Claudio Castriotta

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