Dietro la leggenda di Franco Baresi, simbolo eterno del Milan e del calcio italiano, c’è una storia di amore e famiglia che ha attraversato decenni di successi, sacrifici e rinascite. Accanto a lui, da sempre, la moglie Maura Lari, compagna discreta e fedele, e i figli Edoardo e Gianandrea, che hanno rappresentato il suo porto sicuro lontano dai riflettori. Un uomo che ha fatto della stabilità il suo credo, dentro e fuori dal campo, e che ha saputo trasformare la dedizione sportiva in un esempio di vita.
Ma chi è Maura Lari, la donna che ha conquistato il cuore del capitano rossonero? Come è nata la loro storia? E che vita hanno scelto i figli Edoardo e Gianandrea, cresciuti all’ombra di un padre che ha fatto la storia del calcio?
Franco Baresi e Maura Lari: una storia nata per caso e diventata per sempre
La storia d’amore tra Franco Baresi e Maura Lari nasce in Toscana, a Montevarchi, in un giorno qualunque che diventa destino. Lui, giovane difensore del Milan in trasferta, entra nel ristorante di famiglia dove Maura lavora come cameriera. A notare l’interesse del calciatore è Paolo Mariconti, storico massaggiatore del club, che con una battuta rompe il ghiaccio: “Signorina, serva prima lui, perché è il capitano”. Un gesto semplice, ma sufficiente a far scattare qualcosa. “Arrossii”, ha raccontato Baresi in un’intervista, “ma da allora io e Maura non ci siamo più lasciati”.
Due anni dopo, il 10 settembre 1984, i due si sposano. Un matrimonio solido, costruito sulla fiducia e sulla semplicità, valori che Baresi ha sempre difeso con la stessa determinazione che mostrava in campo. Rimasto orfano di madre a 13 anni e di padre a 17, Franco ha trovato in Maura la stabilità che cercava da sempre. “Ho sempre cercato equilibrio nelle cose: nel lavoro, nello sport, nella famiglia”, aveva confidato in una delle sue ultime interviste. E quell’equilibrio lo ha mantenuto per tutta la vita, anche nei momenti più difficili.
La famiglia Baresi: Edoardo e Gianandrea, due strade diverse unite dall’affetto
Dal matrimonio tra Franco Baresi e Maura Lari nascono due figli, Edoardo e Gianandrea, che hanno scelto percorsi lontani dal calcio ma vicini ai valori trasmessi dal padre. Il primogenito Edoardo nasce nel 1991 a Città del Messico, durante una trasferta internazionale del Milan. Cresciuto tra palloni e trofei, ha preferito seguire la strada della finanza, costruendo una carriera solida e riservata. Il secondo figlio, Gianandrea, arriva nel 1997, anno del ritiro del padre, quando Franco e Maura decidono di adottare un bambino russo. Un gesto che racconta più di mille parole la generosità e la sensibilità di una coppia che ha sempre creduto nei legami autentici.
I due fratelli non hanno seguito le orme paterne, ma hanno ereditato da lui la passione per la vita e la determinazione nel perseguire i propri sogni. Edoardo si è affermato nel mondo economico, Gianandrea ha scelto l’arte, dedicandosi alla creatività e alla cultura. “L’unica cosa che mi importa è che siano felici”, scriveva Baresi nella sua autobiografia, un pensiero che racchiude tutta la sua filosofia di padre e di uomo.
Franco Baresi, il campione che ha fatto della famiglia la sua forza
Franco Baresi è stato una bandiera del Milan dal 1977 al 1997, con un record di presenze secondo solo a Paolo Maldini. Un difensore elegante e instancabile, soprannominato “Piscinin” per il fisico gracile dei primi anni, ma capace di diventare un gigante del calcio mondiale. Dal 2020 era vicepresidente onorario del club, simbolo di lealtà e dedizione. Eppure, dietro la carriera straordinaria, c’era sempre la famiglia: Maura, Edoardo e Gianandrea, il suo punto fermo.
Nel 2025, dopo un intervento per l’asportazione di un nodulo polmonare, Baresi aveva commosso i tifosi con un messaggio pieno di gratitudine: “Cari tifosi, mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e l’affetto”. Pochi mesi dopo, il suo “Viva la vita” sui social aveva emozionato il mondo del calcio. Un motto che riassume perfettamente la sua esistenza: un uomo che ha affrontato tutto con coraggio, che ha amato profondamente e che ha saputo lasciare un’eredità di valori.
La sua ultima apparizione pubblica, come tedoforo al Meazza durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali, accanto a Beppe Bergomi, è stata un tributo alla sua grandezza e alla sua umanità. Dietro il campione, c’era un marito devoto e un padre affettuoso, che ha sempre messo la famiglia al centro di tutto.

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