Manfredonia – C’ERA tanta aria di mare, il Viale Miramare, era salutare di un profondo respiro polmonare – della brezza e del sale di iodio, alzavo lo sguardo e nel vento miravo il nuovo giorno ;che passava che mi asciugava la pelle e la vita diventava nuova – semplice e piena di colore. Un cane stanco – sotto una panchina in una pineta riposava all’ombra sotto un muretto. Nei miei pensieri celavo un canto poetico – che dava spazio al ritmo di un accordo nella mente … che fioriva di note .Arrivava dal porto il fumo bruciato della pece del Cantiere Navale. Le poche macchine andavano lente, un via vai di gente faceva la spesa. Il cane per terra – continuava annusare l’erba e lamentava abbandono. C’è sempre stato il tempo delle cose non viste e all’estate sfuggiva il calore di un cane – che guardava ciabatte passare – vicino il suo muso. Dal conifero dell’albero…cadeva conifera sui marciapiedi – mentre l’estate profumava la giornata – appena entrata per viverla.

Di Claudio Castriotta

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