Bimba morta a Bordighera: indagato il compagno della madre

La madre della piccola è stata fermata per omicidio preterintenzionale. Ecchimosi diffuse sul corpicino della bambina.

La Procura di Imperia prosegue le indagini sulla tragica morte della bambina di due anni trovata senza vita la scorsa settimana a Bordighera. Dopo che nei giorni scorsi era stata disposta l’autopsia sulla piccola, oggi i Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione del compagno della madre, per verificare elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Il caso ha già scosso l’opinione pubblica: la madre della bambina, di 43 anni, è attualmente in custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto scritto dal gip nell’ordinanza di arresto, la donna avrebbe viaggiato in auto dalla casa del compagno fino a Bordighera con il corpo senza vita della figlia, circostanza che alimenta forti sospetti e dubbi sulla dinamica dei fatti.

L’autopsia — disposta dall’autorità giudiziaria e affidata al professor Francesco Ventura del Policlinico San Martino di Genova — è stata completata ieri e mira a chiarire con precisione le cause della morte della bambina, oltre alla natura delle lesioni riscontrate. Una prima ispezione esterna del corpo aveva infatti evidenziato ecchimosi diffuse, non coerenti con una caduta accidentale e ritenute compatibili con traumi da corpo contundente, elemento che ha fatto scattare l’azione penale nei confronti della madre.

Indagine anche sul compagno della madre

Gli investigatori hanno ampliato il raggio delle indagini anche al compagno della donna, un uomo di 42 anni di Perinaldo (Imperia), ora indagato a piede libero per la stessa ipotesi di reato. Gli inquirenti sospettano che la bambina possa essere deceduta proprio nella casa dell’uomo, e non nella villetta di Bordighera come inizialmente dichiarato, e che il corpo sia poi stato trasferito successivamente. Per questo motivo i RIS hanno eseguito una perquisizione approfondita nell’abitazione di Perinaldo alla ricerca di prova scientifiche che possano confermare o escludere questa ipotesi.

Secondo la ricostruzione preliminare, la notte tra l’8 e il 9 febbraio la madre e il compagno avrebbero passato la serata insieme insieme alla piccola e agli altri figli della donna. Soltanto alle prime ore del mattino la madre si sarebbe diretta verso Bordighera, richiedendo l’intervento del 118 intorno alle 8:20: a quel punto, per il giudice, la piccola era da diverse ore già deceduta.

Le dichiarazioni della donna agli inquirenti sono state contraddittorie e — secondo il giudice — “distoniche rispetto alla gravità dei fatti”: nelle opposizioni tra la sua versione e gli elementi raccolti dai carabinieri, inclusi filmati di videosorveglianza e orari delle chiamate ai soccorsi, emergono incongruenze significative.

L’esito definitivo dell’autopsia, per quanto atteso nelle prossime ore o giorni, potrebbe fare maggiore chiarezza su quale sia stata l’effettiva causa della morte: se derivante da trauma fisico, da eventi accidentali, o da una combinazione di fattori. In base a questi risultati, la Procura deciderà se chiedere ulteriori provvedimenti nei confronti dell’indagato 42enne.

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