Benzinai a secco, Supermercati vuoti, ma nessuno ne parla! In Puglia 3 rivolte insieme che non fanno rumore in Italia

Quella che stiamo vivendo è una delle “rivolte” più concitate della storia recente. Dallo scorso Lunedi la Puglia è stretta dalla morsa di una serie di proteste che si sono incrociate. La prima protesta, quella più intensa è quella dei lavoratori dell’area Ex-Ilva di Taranto che da Lunedi mattina stanno bloccando tutti i camion in uscita dalla raffineria di Taranto. E’ uno sciopero contro la lenta dismissione dell’impianto di Taranto e contro le misure varate da Governo e Regione. Fim, Fiom, Uilm e Usb oggi incontreranno a Bari il presidente della Regione Antonio Decaro per chiedere misure di tutela più alte per i lavoratori dell’ex acciaieria. Principalmente è questa la motivazione del mancato arrivo di benzina negli impianti di rifornimento.

La seconda protesta è quella degli Agricoltori (specie del settore olivicolo) che nel giro di pochi mesi vedono il costo della Nafta agricola passare da 70 centesimi a 1.80 euro al litro. Una bella batosta se a questo ci aggiungete che il prezzo di mercato dell’Olio Extra Vergine di Oliva è passato dagli 8 euro a 4 euro al litro in un anno. La causa di questo prezzo basso è dovuto alla globalizzazione del prodotto Olio Extra vergine di Oliva. Negli ultimi anni player prima sconosciuti come Tunisia, Turchia, Marocco, sono entrati a gamba tesa nei mercati internazionali. L’Italia da secondo produttore mondiale è passato al terzo posto in termini quantitativi, superata dalla Tunisia. Ovviamente per la legge della domanda e dell’offerta, se nel mondo c’è piu quantità di prodotto offerto per forza di cose il prezzo del prodotto sul mercato scende. Questo prezzo di 4 euro circa oggi in Italia non basta per pagare le spese dei poveri agricoltori che tra manodopera introvabile, spese di carburante e tassazione non possono sopravviviere. Nei giorni scorsi gli agricoltori pugliesi si sono dati appuntamento a Bari per sollecitare le istituzioni. Domani anche la Piana di Macchia sul Gargano protesterà con un corteo di Trattori.

La terza protesta è quella dei Trasportatori. I costi dei trasporti sono aumentati nel corso di poche settimane del 20/30% a causa dell’aumento dei carburanti. Tanto è che al momento quando si commissiona un trasporto, il trasportatore ti da una tariffa base più un Fuel Charge che varia in base al costo della benzina. Quindi chi commissiona oggi non sa quanto esattamente costerà il trasporto. I Trasportatori sono stanchi di questa incertezza e hanno bloccato tutti i caselli autostradali da Termoli a Taranto.

Questa triplice protesta riguarda solo la Puglia e pochissimi territori vicini. La protesta sta danneggiando enormemente le aziende pugliesi, ferme da inizio settimana e sta avendo l’effetto che i supermercati, negozi, forni e altri venditori al dettaglio sono rimasti senza prodotti. Le pompe di benzina sono a secco e al momento gli unici ad accorgesene sono i soli Pugliesi.

Sui TG Nazionali nessuna menzione, Sui giornali nazionali nessuna menzione. Il Governo si è accorto di questa protesta? Lo stato sa che qui in Puglia è iniziata una rivolta popolare? Circolano sul web i video delle code ai distributori di Benzina di Manfredonia, circolano le code di camion fermi ai caselli di Cerignola. Ma il Governo ne è al corrente oppure solo i pugliesi se ne sono accorti?

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