Vetri spaccati e furti nelle auto tra Quartiere Ferrovia e in centro a Foggia, cresce l’allarme: “Va fermato prima che la rabbia degeneri in giustizia fai da te”

Vetri spaccati e furti nelle auto tra Quartiere Ferrovia e in centro a Foggia, cresce l’allarme: “Va fermato prima che la rabbia degeneri in giustizia fai da te”

A Foggia cresce la preoccupazione per una serie di episodi che, secondo numerose segnalazioni arrivate negli ultimi giorni, starebbero interessando il Quartiere Ferrovia e altre zone centrali della città. Il racconto che si ripete, da parte di più residenti, è sempre molto simile: una persona descritta da alcuni come un tossico in evidente stato di alterazione si aggirerebbe tra le auto in sosta, rompendo i vetri per portare via qualsiasi oggetto lasciato all’interno, anche di scarso valore.

Le ultime segnalazioni riguardano via Trento e via Montegrappa. Il giorno prima, sempre secondo quanto riferito da cittadini, la stessa persona sarebbe stata notata in corso Giannone. E il fatto che le testimonianze si stiano moltiplicando rende il quadro ancora più preoccupante, perché il timore è che non si tratti di episodi isolati ma di una condotta ripetuta, rapida e difficile da intercettare.

La dinamica descritta dai residenti sarebbe pressoché costante: viene infranto il piccolo vetro posteriore, l’auto viene aperta dall’interno e si preleva quello che c’è a portata di mano, probabilmente merce da rivendere per pochi euro in cambio di una dose. Non serve che nell’abitacolo vi siano oggetti di grande valore: proprio questo è uno degli aspetti che più allarmano i cittadini, perché significa che chi colpisce lo fa anche per bottini minimi, con danni spesso ben superiori al valore di ciò che viene rubato.

Per questo il primo invito, molto pratico, è a non lasciare nulla in vista all’interno dell’auto, neppure borse vuote, zaini, caricabatterie o altri oggetti che possano attirare l’attenzione: “È indispensabile chiarire che, nel mio caso, nulla era a vista; quindi, volutamente il balordo ha aperto la macchina per frugare all’interno. La cosa che più fa riflettere è che il fatto è successo in un punto teoricamente presidiato”, ha commentato sui social una vittima di un furto. Ma il tema non può ricadere solo sulla prudenza dei cittadini. Serve anche una risposta rapida, perché il clima che si respira in città è di forte esasperazione.

Sui social e nei commenti alle segnalazioni pubbliche si leggono infatti reazioni sempre più dure, con cittadini che arrivano perfino a minacciare di “farsi giustizia da soli”. È un segnale comprensibile ma pericoloso, che non va sottovalutato. Proprio per questo è indispensabile che la persona ritenuta responsabile di questi episodi venga individuata al più presto e consegnata realmente alla giustizia, prima che la rabbia di qualcuno stanco di subire sfoci in iniziative personali o in gesti che peggiorerebbero ulteriormente la situazione.

Va detto con chiarezza: la frustrazione è comprensibile, ma non può mai trasformarsi in violenza. Pochi mesi fa, proprio a Foggia, si sono già viste situazioni in cui qualcuno ha reagito da sé, con il rischio di passare dalla parte del torto. Il messaggio deve essere l’esatto opposto: segnalare subito, documentare con foto e video quando possibile e lasciare che siano le forze dell’ordine a intervenire.

L’appello, dunque, è duplice. Da un lato ai cittadini: se vedete una scena sospetta, chiamate immediatamente le forze dell’ordine e, senza esporvi a rischi, successivamente cercate di fotografare o riprendere da lontano la persona, così da fornire un identikit più preciso. Dall’altro alle autorità: non si lasci che queste segnalazioni restino solo un tam tam tra residenti. Serve un’attenzione operativa concreta, perché quando decine di persone iniziano a raccontare lo stesso fenomeno, ignorarlo diventa un lusso che una città non può permettersi.

Il Quartiere Ferrovia e l’intera città di Foggia hanno bisogno di sicurezza, di controllo del territorio e di risposte rapide. E ha bisogno anche di evitare che la paura quotidiana si trasformi in rassegnazione o, peggio, in voglia di giustizia fai da te e di vendetta. È proprio nei momenti in cui cresce l’esasperazione che lo Stato deve farsi vedere di più.

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