Un gabbiano, un gatto,
il molo, un topo,
il cane, una rete
appesa al muro,
il giorno sembra muto,
di buio grigiastro, scirocco,
Il porto pare un presepio,
fontana, ormeggio barca,
la mia allo scalo, un pino
spoglio, un vecchio sullo sgabello,
col grappino al tallone gonfio,
una lenza da pesca col sughero,
un granchio aggrappato a una corda,
sbava schiuma per il clima
unto, lontano un lampo,
il cielo accorcia a imbuto,
un quarto di scarto che, scende a pioggia.
Di Claudio Castriotta


Lettera aperta alla Direzione Generale – Proposte e istanze per il rilancio dell’ASL di Foggia
Borgo Mezzanone, Marasco: “Due nuove carcasse incendiate tra il grano e i ruderi”