Mai come in queste settimane si parla della sicurezza degli operatori sanitari, ma la loro tutela va ben oltre quella che oggi ci sembra circoscritta all’emergenza in corso.
La violenza contro medici e operatori ha raggiunto negli ultimi tempi dimensioni epocali: basti pensare che nel 2019, il 66% dei dottori ha subìto violenze verbali e fisiche sul proprio posto di lavoro. Parliamo di una media di 10 episodi al giorno, con una concentrazione di oltre il 72% nelle regioni del Sud.
La politica ha l’obbligo di consentire a queste figure professionali di svolgere la propria attività in sicurezza in ogni circostanza, e il disegno di legge oggi in Aula è un primo grande passo per dare risposte concrete a chi da troppo tempo chiede aiuto.
Con il DDL abbiamo:1) Inasprito le pene per gli aggressori (da 3 a 7 anni siamo passati a 4-8 anni per le lesioni gravi e da 6 a 12 anni siamo arrivati a ben 8 – 16 anni di reclusione).2) Esteso le tutele a tutti gli operatori sanitari.3) Introdotto il procedimento d’ufficio nei casi di aggressioni nei confronti di medici, infermieri e personale sanitario senza necessità di denuncia da parte della vittima.4) Introdotto l’obbligo di costituzione a parte civile per aziende sanitarie, pubbliche amministrazioni e strutture e servizi sanitari, socio-sanitari privati e del privato sociale.
La riconoscenza verso gli operatori sanitari non può esaurirsi a questa fase di emergenza. Non permetteremo che la violenza contro di loro diventi una consuetudine, spesso impunita.
Ora tocca alle regioni adeguarsi e allinearsi alla battaglia contro la violenza.
Il Governo c’è.
Francesca Troiano Onorevole

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