Oggi, 26 settembre, cade il 42 anniversario di un evento nefasto.
Manfredonia, il 26 settembre 1976 (tra le ore 9,30 e le 9,50) subì lo sfregio più grande della sua storia moderna, la terribile esplosione dell’impianto di produzione di ammoniaca, nello stabilimento ANIC, che determinò la fuoriuscita e la diffusione di gas inquinanti a base di arsenico, sostanza altamente cancerogena.
Una tragedia per una città che, data la sua felice posizione geografica come Porta del Gargano, avrebbe dovuto prosperare con il Turismo, come altri luoghi costieri limitrofi che anche quest’anno, hanno fatto registrare un saldo record di presenze.
Invece, la scelta miope della politica dell’epoca, la indirizzò verso un futuro industriale che, nei fatti, è miseramente fallito.
Quel terribile accadimento causò conseguenze che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più devastanti.
Inquinamento dei terreni, dell’aria, delle falde acquifere e del mare, con gravi danni ecologici, ambientali ed alla salute dei cittadini.
E non lo afferma il sottoscritto, ma studi epidemiologici e statistici che attestano, nel tempo, l’aumentata mortalità, l’incrementato numero dei casi di tumore e di nascite con malformazioni, che hanno portato alla redazione di un dettagliato report consegnato al Ministero dell’Ambiente.
Al danno, si vorrebbe aggiungere anche la beffa, perché l’azienda Syndial, partecipata ENI, che dovrebbe occuparsi di una efficace bonifica dei terreni, sta procedendo in maniera approssimativa e, inchiodata alle proprie responsabilità, tergiversa e cerca di sfuggire ai propri doveri.
Sappiano, questi signori, che Manfredonia ha già dato in termini di morte, sofferenza e compromissione ambientale del presente.
Ma, per il bene delle prossime generazioni, la città, questa volta compatta, si batterà per un futuro senza compromessi ecologici, ambientali e che precludano la salvaguardia delle peculiarità genuine dei nostri luoghi.
Si pretenderà una bonifica dei territori fatta a regola d’arte.
A Montecitorio, in un minuto, non era possibile descrivere la sofferenza e ed il desiderio di riscatto dei sipontini…ma la determinazione c’è…tutta!!!
Onorevole Antonio Tasso

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