Storia di una località di fantasmi viventi – si giocava a carte e si beveva il vino e si raccontavano storie – in un clima sereno.
Narrazione – La cantina e i racconti dei defunti uccisi dai malavitosi, una volta a Macchia Posta – Le storie dei ricordi offuscati anni ’50”
Macchia Monte Sant’ Angelo – Manfredonia.Anni fa – si raccontava ,storie spaventose di apparizioni,di persone uccise ammazzate della malavita – dai boss ,che vivevano in quel triangolo compreso Mattinata.
Quando soffiava il vento della libertà e la normalità, era una storia comune della genuinità – l’autunno più caldo delle giornate profumate , e di sole che luccicava le case bianche .
Pura terra di campi e di mani pieni di sacrifici – di fiori sui balconi, colorati di tante tinte ,per ricordare i scomparsi di un luogo piccolo ma sempre stato pericolo – come tele dei famosi pittori macchiaioli,le ombre tra le mura vecchie antiche oscure di lutto.



Nella foto si vede bene il fiasco alzato all’aria dal capo della compagnia . I famosi bevitori della delle feste , di vino rosso e bianco frizzante, come il clima di novembre – quando gli odori degli uliveti dava bontà di olio – conversazioni di cuore buono, come di pulito bucato steso in faccia verso il mare – che guardava le loro campagne.Cin,Cin con i bicchieri massicci di vetro puro – tante , forse milioni di storie da raccontare,giornate di beatitudine e terrore – respiro colmo di angoscia – che passava attraverso le loro anime di stanchezza e di vita sacrificata ma vissuta tra quelle case dell’omertà e tra i muri a secco e la polvere del silenzio –
di Claudio Castriotta

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