La I Commissione del CSM ha chiesto il trasferimento d’ufficio di un giudice assegnato fino ad ora al Tribunale ordinario di Foggia. Il Consiglio Superiore della Magistratura, ha accertato l’incompatibilità del giudice ad esercitare le proprie funzioni in Capitanata, dato che sulla base degli elementi probatori acquisiti si è accertato che “non possa esercitare, in piena indipendenza ed imparzialità, le funzioni giudiziarie nella sola sede di Foggia”.
La compromissione dell’imparzialità delle sue funzioni, deriverebbe dalla rete di relazioni sentimentale intrattenute da quest’ultimo “anche all’interno dell’ufficio giudiziario con professioniste da lui nominate come ausiliari del giudice nelle procedure concorsuali”.
Ad influenzare la decisione del CSM anche la eco mediatica determinata dall’affissione di manifesti rivolti al magistrato, di articoli di stampa dal tono scandalistico.


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