Sempre per “Le mura della città di Manfredonia”
a cura di Pasquale Ognissanti
A seguito del saggio Le mura di Manfredonia, pubblicato il 26.10.2024. si crede opportuno formulare alcune osservazioni.
E’ chiaro che dall’ Analisi del paramento murario, redatta dall’architetto Sandro Mazzanti, si ha una differenziazione di opere muraria, sia nei materiali, sia nel manufatto e sia nella datazione.
Tutto ciò induce a credere che la mura della città di Manfredonia, se non tutte, almeno la maggior parte, è opera della dominazione angioina. E questa convinzione nasce benanche dalla lettura delle fonti documentarie che abbiamo a disposizione.
Dallo Sthamer (a) si ha il riferimento preciso a questa costruzione nel periodo 1278-1281, alla quale poi sono seguiti le opere al castello, al fossato ed al molo.
E ciò che appare più interessante è la preesitenza alla costruzione della mura di una cisterma, con relativo sito abitativo (per i quali il Tesoriere reale chiede l’onere per il costo della deviazione delle mura, in mancanza è costretto ad abbattere i relativi manifatti) e, vieppiù, la protesta dei lavoranti (assunti nel tempo sino a 700 b) e dei loro familiari per la insufficienza di siti abitativi (c).
Ne viene, naturale, la considerazione che le mura sono state costruite quando gia vi erano dei manufatti edili (abitazioni e quanto altro), di cui all’analisi già riportata. Non solo; ma in epoca o di epoca manfredina non vi è nulla, o, forse, ben poco, se teniamo presente l’esistenza della “Cappella della Maddalena”, posta nella parte posteriore della Chiesa di S. Domenico.
NOTE:
(a) E. STHAMER, Dokumente zue Geschichte der Kastellbauten Kaiser Friedriche und Karles II von Anjou, Band I, Capitanata, Laipzig Varlag von Karl W. Hiesemann, 1912
(b) A. ASELOFF, Die bauten der Hohenstaufen in Unteritalien, Liepsig, Karl W.Hiesemann.,1921
(c) E. STHAMER, cit. pp. 133 e sgg.

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