Scritte misteriose e simboli celestiniani nella selva: la fuga di Celestino V passò davvero per gli eremi di Stignano?

SCRITTE MISTERIOSE E SIMBOLI CELESTINIANI NELLA SELVA: LA FUGA DI CELESTINO V PASSÒ DAVVERO PER GLI EREMI DI STIGNANO?

Gli Eremi di San Celestino V, sono un insieme di strutture situate nel canale di San Nicola, detto anche “Chiancata delli fenocchjë” o “Vadda della Cisternola”, nel territorio di San Marco in Lamis.

Il nome agli eremi è stato dato di recente, circa una decina di anni fa, e non è legato a nessun riferimento topografico. Allora perché questo nome?

Si tratta di una storia intricata e ancora aperta.

All’interno di questi eremi sono stati trovati dei particolari che fanno pensare che qui il santo fu ospitato dagli eremiti durante la sua fuga.

Come molti sanno, Papa San Celestino V fu arrestato sulla costa orientale del Gargano, tra Vieste e Peschici, il 16 maggio del 1295.

Alcuni elementi della storia sono certi e documentati: si diresse verso la Puglia settentrionale, scegliendo vie appartate, lontane dai percorsi consueti della transumanza. Al suo fianco, Tommaso da Sulmona, il fedele compagno destinato a tramandarne la memoria. Era metà marzo quando, secondo alcune fonti, trovarono riparo in un bosco dell’Alto Tavoliere, tra gli eremiti. Costretto a ripartire, trovò rifugio in un monastero, a noi ignoto, della Daunia.

Il 27 marzo, domenica delle Palme, abbandonò quel rifugio e si mosse verso il monastero di San Giovanni in Piano, presso Apricena. Il priore, avvertito in anticipo, gli aveva promesso aiuto per fuggire in Grecia, lontano dalla crescente minaccia di Bonifacio VIII. Lo nascosero per tutto aprile, in attesa che il mare fosse favorevole.

All’inizio di maggio, insieme ai compagni, si recò sulla costa, forse a Rodi Garganico, sperando di salpare. Ma il mare agitato e la paura dei pirati li costrinsero a rimandare. Solo sette giorni dopo riuscirono a partire. Tuttavia, quella stessa sera, una nuova tempesta li spinse a terra, a Vieste. Era il 10 maggio. Il governatore, riconosciuti i fuggiaschi, li fece arrestare e avvisò Carlo II d’Angiò e il Papa.

Ma ritorniamo un attimo al periodo in cui trovò rifugio da alcuni eremiti in un bosco, prima di recarsi poi a San Giovanni in Piano.

Alcuni biografi del santo fanno supposizioni localizzando il suo rifugio nel bosco Incoronata di Foggia. Il problema è che in quella selva non ci sono ufficialmente tracce di eremi o di eremiti che lì vi abbiano vissuto. Inoltre, quella era una riserva di caccia reale, quindi molto ben sorvegliata.

Gli studiosi locali, del gruppo “La valle degli Eremi”, di San Marco in Lamis, avanzano invece un’ipotesi interessante, basandosi anche su alcune scoperte fatte alcuni anni fa nella zona.

Secondo quest’ipotesi, è più probabile che per nascondersi si scegliessero luoghi più impervi in una selva fitta e difficile da attraversare. Nella documentazione medievale, la zona di Stignano fu definita “foresta intricata”.

Le cronache parlano di un eremo che ospitò Celestino V nella Quaresima del 1295 distante un giorno di cammino da San Giovanni in Piano. Quest’ultimo apparteneva allo stesso ordine Celestiniano che aveva possedimenti anche nella zona di Stignano.

Ebbene, proprio ad un giorno di cammino da San Giovanni in Piano, nel territorio di San Marco in Lamis, molto difficile da individuare e ben nascosto, si trova un eremo che fornisce indizi intriganti.

Si tratta di una struttura modesta, con vicino una grotta visibilmente manomessa.

Sulla parete sono incise delle parole e una probabile data (scrittura con lacune e di cui non si può accertare con certezza una precisa datazione):

…C HEREMI

ET COELESTINI

PPV FUIT MVCCC (o MVCII).

Altro dettaglio: nella grotta-eremo adiacente, completamente intonacata, si può scorgere il tipico stemma della croce dei Celestini. Il segno è di dimensioni notevoli e chiaramente riconoscibile.

Infine, non dimentichiamo l’affresco presente nell’eremo di Sant’Agostino, dove si possono notare due monaci in adorazione a un crocifisso, dei quali uno è vestito di bianco – papa Celestino V?

Siamo nel mondo delle ipotesi, ma tra tutte quelle che sono state messe sul tavolo, alcune sembrano essere più plausibili di altre. Noi lì, ci siamo stati, e vi possiamo assicurare che non ci sarebbe stato nascondiglio migliore nella zona.

Fotografie: G. BARRELLA.

Fonti:

– “GLI EREMI DELLA VALLE DI STIGNANO NEL GARGANO: IL QUADRO STORICO-ARCHEOLOGICO”, A. Cardone e L. Centola (Biblioteca di Archeologia Medievale).

– “Il papato fatto carne. La fuga di Celestino V al Gargano e una nuova lettura della teologia di Bonifacio VIII”, V. Sibilio (ATTI del 27° CONVEGNO NAZIONALE sulla Preistoria – Protostoria – Storia della Daunia, Archeoclub San Severo).

– “L’eremo di Sant’Agostino nel Gargano occidentale”, G. Tardio (Edizioni SMIL).

– Lavalledeglieremi.it

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