Mancano ancora mesi al Festival di Sanremo 2027, ma le prime indiscrezioni hanno già acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Con Stefano De Martino al timone, nelle vesti di conduttore e direttore artistico, la macchina sanremese sembra pronta a cambiare passo.
Non si tratterebbe di un semplice ritocco tecnico, ma di una vera e propria revisione della formula, pensata per rendere ogni serata un evento televisivo a sé. L’obiettivo è chiaro: moltiplicare la tensione, aumentare il ritmo e trasformare il Festival in un racconto più dinamico e spettacolare. Ma cosa cambierà davvero? Quali saranno le novità più attese? E come si inserisce la nuova serata Eurovision nel calendario della kermesse?
Sanremo 2027, tre serate decisive e una nuova struttura delle puntate
La grande novità di Sanremo 2027 riguarda la struttura delle cinque serate. La prima manterrà la tradizione: tutti i Big in gara saliranno sul palco dell’Ariston per presentare il proprio brano. Il vero cambio di rotta arriva però nella seconda puntata, dove – contrariamente alle abitudini degli ultimi anni – gli artisti torneranno tutti in scena. Non più divisioni in gruppi, ma un’unica grande esibizione collettiva. Una scelta che nasce dall’esigenza di riorganizzare il calendario in vista della nuova serata Eurovision, prevista per la quarta puntata.
Le Cover, di conseguenza, verrebbero anticipate al giovedì, creando una sequenza di appuntamenti forti nella seconda parte della settimana. La formula pensata da De Martino punta a moltiplicare l’effetto “finale”: una serata per decretare il successo delle Cover, una per scegliere chi rappresenterà l’Italia all’Eurovision e la finalissima del sabato per incoronare il vincitore del Festival. Tre traguardi diversi, tre momenti televisivi ad alta tensione, tre occasioni per tenere incollato il pubblico Rai. Un format che, almeno sulla carta, promette di rendere ogni serata un piccolo evento, con un crescendo di emozioni e colpi di scena.
La serata Eurovision: il colpo di scena di Sanremo 2027
Il vero elemento di rottura del nuovo regolamento è la serata Eurovision, pensata come appuntamento autonomo e non più come conseguenza della vittoria finale. In passato, il vincitore del Festival otteneva automaticamente il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Dal 2027, invece, la scelta avverrà in una serata dedicata, con una classifica separata o un sistema di voto ancora da definire.
L’idea è quella di creare un momento televisivo indipendente, capace di generare suspense e di valorizzare anche artisti che, pur non vincendo Sanremo, potrebbero essere perfetti per la competizione europea. Separare i due percorsi potrebbe cambiare strategie e aspettative, influenzando anche la percezione dei brani in gara. Resta da capire se il voto sarà gestito con una classifica autonoma, come accade per le Cover, o se verranno considerate le preferenze accumulate durante il Festival. La seconda ipotesi sarebbe più delicata, perché rischierebbe di svelare in anticipo i favoriti per la vittoria finale. In ogni caso, la serata Eurovision promette di essere il vero colpo di scena di Sanremo 2027, un esperimento che potrebbe ridefinire il rapporto tra il Festival e la competizione europea.
Meno Big in gara e ospiti di peso: la strategia di De Martino per un Festival più fluido
Un altro tema caldo riguarda il numero dei concorrenti. Dopo edizioni molto affollate, non è escluso che Sanremo 2027 possa puntare su una rosa più contenuta di Big. Ridurre il cast permetterebbe di dare più spazio alle canzoni, rendere le serate meno interminabili e lasciare margine ai nuovi segmenti introdotti dal regolamento. La puntata del mercoledì, quella che riproporrà tutti i Big dopo l’esordio, potrebbe essere la più complessa da gestire. Per evitare cali di ritmo,
De Martino starebbe pensando a ospiti di grande richiamo, capaci di trasformare anche la serata più “di passaggio” in un evento. Tra le suggestioni più forti circola il nome dei Måneskin, il cui ritorno all’Ariston sarebbe perfetto per dare energia e visibilità internazionale al Festival. La sfida per De Martino sarà trovare il giusto equilibrio tra tradizione e spettacolo, tra musica e televisione, tra il rispetto della storia sanremese e la voglia di innovare. E se le premesse verranno confermate, Sanremo 2027 potrebbe davvero inaugurare una nuova era per il Festival della Canzone Italiana.

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