“Quando San Lorenzo difese Manfredonia da Totila”

Manfredonia – COME disse San Lorenzo Majorano: quando gli si presentò contro un’immagine diabolica di pericolo in faccia all’altezza del suo sguardo, accanto al fuoco del campo, ardeva vivo ad un palmo del suo naso, col suo bastone da vescovo in mano,proteso verso il fiume freddo, che scorreva sotto il ponte che traboccava ai margini della costa alberata, con cespugli inzuppati dall’acqua e dal fango, che inumidiva l’aria ambientale, caricata sotto il cielo.

Alzò il ramo vescovile in alto dove camminava sopra quel ponte non molto grande il minaccioso Totila, che gli inveiva contro, con violenti e turbolenti furiose angosce aggressive.. ma la cosa che più gli terrorizzò fu un cavallo imbizzarrito che prendeva la sua direzione, scalpitando veloce in battito di un minuto vicino alle acque del fiume Cervaro .. era la bestiaccia di idra.

Allora disse il Sommo,al cavallo,:– Vieni qua,stai buono lascia in pace il mio popolo sipontino – , ad un tratto stese le braccia come per abbracciare in largo il paese.. e disse a San Michele:– Mandami un segno tuo divino – Mentre l’Arcangelo scosse le nuvole, calmò le acque e il terreno fertile,regolarizzò di tranquillità la popolazione che attendeva il suo ritorno in paese l’ amata terra che lo aspettava alle porte della città. Ottenuta la grazia del miracolo, al rientro in paese trovò i suoi fedeli inginocchiati commossi in pianto,poi la gente si alzò tutti in piedi in massa circondarono lui e il suo cavallo,e lo acclamarono Santo nostro, piede del Gargano, la bocca aperta del mare del Golfo,il fedele del Padre Nostro.

Da quel giorno la storia di Siponto cambiò in bene in un modo pacifico di vita quotidiana.

Di Claudio Castriotta

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