Quando la scuola diventa orizzonte di riscatto

QUANDO LA SCUOLA DIVENTA ORIZZONTE DI RISCATTO

Esistono luoghi dove il tempo sembra sospeso, chiusi tra mura che separano, ma che paradossalmente possono trasformarsi in ponti verso una nuova vita. È questo il senso profondo della collaborazione tra l’Ipeoa “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo e l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola in provincia di Benevento. 

Un legame che non è solo istituzionale, ma profondamente umano, e che ha vissuto un nuovo, intenso capitolo in un incontro-confronto nato per seminare speranza laddove il futuro appare spesso sfocato.

A guidare questo dialogo è stato il dirigente scolastico, il Prof. Luigi Talienti. Non solo un Preside, ma un avvocato e volontario oltre che una persona la quale crede fermamente in una verità universale: il diritto allo studio non si ferma davanti a un cancello chiuso. “Il diritto allo studio va al di là delle sbarre, oltre ogni ostacolo”, ha ribadito con passione il Dirigente.

Durante l’incontro, Talienti ha illustrato l’essenza stessa dell’azione educativa, spiegando come una scelta consapevole e legalitaria sia la bussola necessaria per navigare nel mare tempestoso della riabilitazione. La scuola non deve essere solo un luogo di nozioni, ma un presidio contro le “zone d’ombra” – la dispersione, la marginalità, la devianza – offrendo strumenti concreti per una riammissione in libertà che sia sana, consapevole e rinnovata.

La forza didattica dell’evento ha trovato il suo vertice emotivo nelle testimonianze dirette. Accompagnato dal Dott. Antonio Vannella, Presidente della comunità S.C.S., il Prof. Talienti ha dato voce a chi quel “tunnel” lo ha attraversato davvero. Toccante è stata la testimonianza di Antonio Miraglia (attualmente ospite del SCS), che ha parlato dalla propria esperienza, e che nel percorso di riabilitazione ha trovato una posizione di dipendente presso l’Enpa, per la sensibilità e abnegazione dimostrata verso il proprio lavoro e soprattutto per l’amore che nutre nei confronti degli animali. 

Il suo racconto non è stato solo una cronaca di errori passati, ma un inno alla possibilità di cambiare rotta, dimostrando ai ragazzi di Airola che il riscatto è un traguardo possibile se si ha il coraggio di afferrare la mano tesa dalle istituzioni.

L’incontro ha visto una partecipazione proattiva degli ospiti dell’istituto minorile. Si è creata una sana socializzazione che ha permesso di gettare le basi per il futuro: la programmazione di percorsi scolastici a distanza, con dispense studiate ad hoc, per garantire che il reinserimento avvenga attraverso la cultura e il sapere.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza una sinergia corale. Un ringraziamento profondo va ai Magistrati di Sorveglianza, alla direttrice del carcere, la Dottoressa Giulia Magliulo, alla responsabile dell’area trattamentale e al Comandante della Polizia Penitenziaria. Un plauso speciale va anche al volontario Giovanni Divico, anima dell’iniziativa, e all’Airola Scuola Calcio, che sosterrà i prossimi passi del progetto, tra cui un atteso triangolare sportivo all’esterno delle mura.

“Il dialogo apre il cuore e provoca il sussulto delle coscienze – ha concluso il Prof. Talienti – in queste parole risiede il segreto di una pena che non vuole essere solo punitiva, ma trasformativa. La legalità, in fondo, si costruisce così: con la prevenzione, con il contrasto, ma soprattutto con la riabilitazione. Perché ogni ragazzo che ritrova la propria strada è una vittoria per l’intera comunità civica. La scuola c’è, il cuore anche e i chilometri non ci spaventano quando ne vale la pena percorrerli per un obbiettivo nobile”. 

E la strada verso il sole, per i ragazzi di Airola, oggi sembra un po’ meno lontana.

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