Qualità dell’aria, una sola centralina non basta: «Foggia deve sapere cosa respira»
Il Rapporto Ecosistema Urbano 2026 colloca Foggia al 95° posto su 106 capoluoghi italiani . Negli indicatori relativi alla qualità dell’aria, la città risulta 42ª nella classifica generale, 59ª per il PM10 e 35ª per il PM2,5. Ma questi dati sollevano una domanda di non poco conto: quanto è rappresentativo il sistema con cui vengono raccolti?
A Foggia risulta operativa una sola centralina, collocata nel cortile dell’ARPA, in un’area mediamente verde, delimitata da muri e interessata da un traffico moderato. Può una sola postazione descrivere la qualità dell’aria di una città di circa 150 mila abitanti, estesa e caratterizzata da quartieri, assi stradali e aree produttive molto diverse tra loro?
«Nutriamo seri dubbi sulla rappresentatività dell’attuale monitoraggio», afferma Vincenzo Rizzi, naturalista ed esponente di Europa Verde. «Per una città come Foggia riteniamo necessaria una rete composta da almeno tre centraline fisse: una da traffico, una di fondo urbano e una periurbana. Andrebbe inoltre valutata una quarta posizione nelle aree produttive».
La normativa non indica automaticamente un numero di centraline per ogni Comune. Spetta alla Regione, con il supporto di ARPA Puglia, dimensionare la rete sulla base della zonizzazione, della popolazione esposta e delle principali sorgenti emissive. Per Europa Verde, tuttavia, non basta chiedersi quante centraline siano attive: bisogna verificare se la loro collocazione restituisce un quadro attendibile dell’aria respirata nei diversi quartieri.
«Alle stazioni certificate, indispensabili per verificare il rispetto dei limiti di legge, si potrebbe affiancare una rete di sensori a basso costo, campionatori passivi e campagne periodiche con un laboratorio mobile», prosegue Rizzi. «Questi strumenti potrebbero essere installati lungo le strade più trafficate, presso scuole e ospedali, nei quartieri densamente abitati e nelle aree produttive e periurbane».
La rete integrativa dovrebbe essere progettata con ARPA Puglia e soggetti scientifici qualificati, calibrata rispetto alle centraline ufficiali e accompagnata dalla pubblicazione trasparente dei dati. I sensori economici non sostituirebbero le rilevazioni certificate, ma permetterebbero di individuare criticità, differenze territoriali e aree da approfondire.
Pertanto Europa Verde Foggia per voce dei suoi portavoce cittadini Rosa Menga e Alessandro Scolozzi chiede all’Amministrazione comunale di promuovere con urgenza una verifica tecnica dell’attuale sistema e di aprire un confronto con Regione e ARPA Puglia per potenziarlo.
«Dopo anni di inerzia, Foggia non può continuare a misurare una realtà complessa attraverso un solo punto di osservazione. Conoscere l’aria che respiriamo non è un dettaglio statistico, ma una questione di salute pubblica, trasparenza e prevenzione. È un dovere delle istituzioni, nel rispetto degli articoli 9 e 32 della Costituzione».
Europa Verde Foggia

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