Io guardo il tempo , del respiro passare sotto il mento, il tempo si posa sul mio polso ,proprio come un orologio sintetico. Io sono lo sguardo e la vita nella mano, rotola tra le dita e aspetta il vento. Io sono la marea che raccoglie l’erba della scogliera verdastra, io sono il cielo bianco che ha affanno… il tempo lo sento lentamente passare all’orecchio … e lo libero dal naso, senza che me ne accorgo che sta passando un altro anno,come un bilancio spietato… Il bene non si vende ma si riceve ,io te l’ ho regalato non lo sciupare perché è un fiore di campo pieno di sole,portalo con te , e capirai il senso delle cose,non fingere c’è chi vede lontano oltre l’ orizzonte… ora che le lamiere, ci tengono chiusi tra il male che stiamo vivendo, il mare non conta più le sue meraviglie.
Di Claudio Castriotta

Giovanni e la sua giacchetta appesa a un chiodino, del muro di un palazzo del Bar Buccino
Raffaele Sapone, il ricordo di un cocchiere sipontino