Le misure per lo scenario rosso
Per tutte le “zone rosse” sarebbe prevista la didattica a distanza a partire dalla seconda media. Una misura che potrebbe poi essere applicata anche al resto dell’Italia a seconda dell’andamento del numero dei contagi. Blocco totale, inoltre, per tutte le attività economiche considerate dal governo non essenziali, fra queste anche centri estetici e parrucchieri: a restare aperti solo quegli esercizi di essenziale utilità, proprio come era stato stabilito mesi fa. A salvarsi anche le attività industriali, che dovrebbero andare avanti, dato che la loro chiusura comporterebbe un ulteriore danno all’economia delle aree soggette a lockdown. Quanto agli spostamenti, a quanto pare su questo tema la maggioranza non avrebbe ancora trovato un punto comune, con il ministro della Salute Roberto Speranza che spinge per una nuova autocertificazione ed il premier più incline a lasciare ai cittadini la libertà di muoversi senza dover dare giustificazioni. Questo quanto si prospetta per le zone finite in “area rossa”.
Lo scenario arancione
Per queste ultime è prevista la chiusura di tutti i locali, con la sola possibilità della consegna a domicilio. Bar e ristoranti, dunque, non potranno ospitare clienti h24. Mentre dovrebbero poter continuare a lavorare tutti quei servizi dedicati alla persona, come parrucchieri, estestiti e quant’altro, anche se sul tema ci sono ancora delle controversie. Per quanto riguarda il resto, le misure saranno meno rigide: didattica a distanza per le scuole superiori, chiusura dei musei e coprifuoco dalle ore 21:00.
Le zone gialle (o verdi)
Saranno concesse maggiori libertà al resto del Paese, dove varranno misure generalizzate fino a nuovo ordine. Nelle fortunate zone a minor rischio, i centri commerciali saranno chiusi “solo” durante i fine settimana ed il coprifuoco sarà fissato alle ore 21:00. Superato questo orario, nessuno potrà uscire di casa, fatta eccezione per ragioni di salute o di lavoro. Prevista la didattica a distanza per le scuole superiori, ed una limitazione per i trasporti pubblici, che potranno essere riempiti solo per il 50% della loro capienza.

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