Nota di FP CGIL, FP CISL, FIALS e Nursing Up – Cosa è rimasto dell’ospedale di San Pio?

COMUNICATO STAMPA E NOTA DI DIFFIDA ISTITUZIONALE

 A Sua Santità Papa Leone XIV Città del Vaticano

A S.E. Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede

Al Governatore della Regione Puglia Antonio De Caro

All’Assessore alla Sanità della Regione Puglia, Donato Pentassuglia

Agli Organi di Stampa Nazionali e Locali

COSA È RIMASTO DELL’OSPEDALE DI SAN PIO?

Vent’anni di fallimenti morali e gestionali a Casa Sollievo della Sofferenza: i lavoratori dicono basta.

Da vent’anni assistiamo inermi, ma mai complici, allo stesso identico copione. Cambiano i Consigli di Amministrazione, sfilano i Direttori Generali, ma a pagare il conto di una gestione fallimentare, sono sempre e solo loro i circa 2.000 lavoratori del comparto di Casa Sollievo della Sofferenza.

Oggi, le scriventi organizzazioni sindacali dichiarano la rottura totale e irreversibile di ogni relazione con l’attuale governance locale. Non riconosciamo più alcun interlocutore in terra di San Giovanni Rotondo. Da questo momento, la nostra controparte è direttamente il Vaticano, proprietario dell’Opera, e la Regione Puglia, che quell’Opera finanzia con i soldi dei contribuenti Pugliesi.

La verità dietro il “Miracolo”

Per il settimo anno consecutivo, Casa Sollievo della Sofferenza è stata proclamata il primo Ospedale del Sud Italia. Ma questo miracolo non è figlio di Manager illuminati o di amministrazioni attente. È il miracolo compiuto ogni giorno, nei reparti e nei servizi, dai circa 2.000 professionisti che lavorano con spirito di abnegazione e dignità calpestata. Lavoratori che non hanno mai perso di vista la Mission del Padre Fondatore e che continuano ad accudire con amore quello che San Pio definiva il “Cristo Sofferente”, nonostante l’azienda neghi loro, persino i diritti più elementari.

Denunciamo pubblicamente:

Una forte asimmetria nella distribuzione delle risorse interne, caratterizzata da repentine progressioni di carriera e dall’erogazione di consistenti assegni ad personama favore di una platea ristretta di personale, oltre a un ricorso diffuso a consulenze esterne che necessita di opportuna trasparenza.

A fronte di questo impegno, i lavoratori hanno dovuto subire pesanti sacrifici economici, tra cui la rinuncia a quote rilevanti della produttività (30%), la mancata erogazione delle indennità del periodo emergenziale Covid ed in ultimo, non per meno importanza al mancato riconoscimento previsto dal CCNL di settore, relativo all’indennità di malattie infettive, durante tutto il periodo Covid. Mentre si consumava questo scempio sulla pelle delle famiglie, nelle stanze del potere si perpetrava la logica dei favori a pochi eletti.

Concorsi specchietti per le allodole, dove consulenti esterni imbastivano le procedure per poi auto- assumersi indisturbati.

L’ultimo schiaffo: il ricatto e il silenzio di Roma

Pensavamo di aver toccato il fondo, ma l’attuale amministrazione è andata oltre l’immaginabile. Manca il rispetto professionale e umano, diventati il fiore all’occhiello di questa gestione.

Il 5 maggio u.s., in occasione del 70° anniversario dell’Opera, abbiamo incontrato il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, e il Presidente Padre Franco. Abbiamo consegnato loro questo grido di dolore, fatto di cifre, nomi e abusi. La risposta? Un silenzio assordante. Nessuna parola davanti allo scempio, nessun intervento. Solo un generico rinvio a un “Tavolo Regionale”. Lo stesso Presidente Padre Franco ha ritrattato la promessa solenne di dimettersi qualora le cose non fossero cambiate in pochi giorni. Vi chiediamo pubblicamente: Davanti a una gestione che disonora il nome di un Santo, perché la Chiesa tace? Cosa state aspettando?

A questo ennesimo schiaffo, abbiamo risposto con la dignità della legge: depositando i decreti ingiuntivi per il recupero delle spettanze arretrate e per ottenere l’applicazione del CCNL del Comparto Sanità Pubblico (adeguato in tutta Italia a ottobre 2025, tranne che a Casa Sollievo). Per tutta risposta, abbiamo ricevuto l’ennesimo atto di spavalderia e ricatto morale della direzione: “Se presentate un solo decreto ingiuntivo, da giugno vi applicherò il contratto della Sanità Privata”. Un contratto peggiorativo che farebbe perdere centinaia di euro di potere d’acquisto a famiglie già stremate.

Le nostre richieste irrevocabili alla Regione Puglia

Non accetteremo più minacce da chi vive con i soldi dei contribuenti pugliesi per garantire privilegi a pochi eletti. Al Governatore della Regione e all’Assessore alla Sanità chiediamo una convocazione urgente e poniamo due condizioni tassative per il mantenimento dei rapporti istituzionali con l’ente:

·         Trasparenza totale dei bilanci: esibizione analitica dei bilanci di Casa Sollievo della Sofferenza, al fine di verificare la corretta destinazione dei fondi pubblici erogati e i criteri di attribuzione di consulenze e benefici economici individuali.

·         La subordinazione dell’Accreditamento Istituzionale Regionale: la Regione Puglia non può e non deve finanziare una struttura che attua il dumping contrattuale, che calpesta i contratti collettivi nazionali e che usa il ricatto come metodo di gestione delle relazioni sindacali.

Se non avremo risposte immediate e concrete, le scriventi organizzazioni sindacali produrranno analiticamente e pubblicamente, in ogni sede giudiziaria, contabile e mediatica, tutti i documenti in proprio possesso.

La fiaccolata di 4.000 cittadini lo sciopero della fame, i cortei, i sit-in , le assemblee, dimostrano che la città e la società civile sono con i lavoratori. La Governance di Casa Sollievo ha perso la sua legittimità morale. Noi non indietreggeremo di un solo millimetro.

San Giovanni Rotondo, 22 Maggio 2026

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