Il passo, ha uno svolto, propenso all’intenso stacco dal terreno, ha un ritmo, un timbro leggero, scatto pianificato, lento cadenzato, morbido,rabbioso, farraginoso, va oltre al doppio passaggio meccanico, procura l’aerodinamico stacco asimmetrico, conclude con il senso di essere vivo…mentre ora viviamo con il non tempo del passo – ci muoviamo con il pensiero del condizioniamo… l’attimo di un crepuscolo non ancora liberatorio.

Di Claudio Castriotta

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